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Arpab: da Vita a Schiassi
Passaggio di consegne in nome dell’autonomia

Basilicata

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POTENZA - Il lungo applauso dell’auditorium del Campus di Macchia Romana segna ufficialmente il  saluto a Raffaele Vita e il passaggio di consegne con il nuovo direttore dell’Agenzia regionale per l’ambiente di Basilicata, Aldo Schiassi.

«Una scelta, quella del nuovo Dg, fatta esclusivamente in base al profilo professionale del direttore, senza interferenze di amicizie e politica», dirà qualche minuto dopo il governatore Marcello Pittella. Ed è sempre sul concetto di indipendenza che insiste anche il sottosegretario Vito De Filippo, che da presidente della Regione, tre anni fa, volle Vita a capo dell’Agenzia che usciva stravolta dalle note vicende giudiziarie sullo scandalo Fenice. «Non ho mai interferito con le vicende interne all’Arpab», dice De Filippo. E Vita conferma: «Quando sono arrivato mi è stato chiesto solo di portare avanti la mission ambientale dell’Agenzia, in nome dell’autonomia. E così è stato». Quindi, l’invito da parte dell’attuale governatore rivolto a Schiassi ad andare avanti nella stessa direzione, lavorando a rendere ancora più qualificati i servizi e le attività dell’Agenzia. Sia Pittella che De Filippo hanno voluto consegnare i propri attestati di stima al direttore uscente, riconoscendo «la passione e l’impegno con cui ha guidato l’Arpa di Basilicata». «Oggi l’Agenzia ha guadagnato una credibilità che prima non aveva», ribadisce Vita prima di snocciolare i risultati raggiunti in questi tre anni di gestione, largamente anticipati dal direttore uscente nell’intervista rilasciata in esclusiva al Quotidiano della Basilicata: risanamento economico, utile di tre milioni di euro, accreditamento di alcuni laboratori, monitoraggi raddoppiati soprattutto per quello che riguarda la qualità dell’aria, nei controlli sulla filiera del petrolio, ma anche sui presidi per la legionella. Insomma, Vita consegna un bilancio (non solo  finanziario) in positivo. Anche se i problemi di Arpab sono tutt’altro che completamente risolti. A partire dai soliti “veleni” interni. Tanto che ieri, nel convegno presso la sede l’Università di Basilicata, non tutti i dipendenti dell’Agenzia erano presenti. Assente anche l’assessore all’Ambiente, Aldo Berlinguer, per impegni istituzionali. Che però ha affidato il suo saluto a un messaggio che per lui ha letto il direttore generale del dipartimento, Carmen Santoro. Che ha oltre ad augurare un buon lavoro ad Aldo Schiassi, ha voluto esprimere il proprio ringraziamento al direttore Vita per il buon lavoro fatto. «Anche se - ha sottolineato l’assessore, i cui rapporti con Arpab notoriamente non sono stati sempre idilliaci - il cammino per rendere l’Agenzia veramente all’altezza delle tante sfide che la Basilicata ha davanti, è ancora lungo».

Il sottosegretario De Filippo, invece, ha riconosciuto il merito di Vita di aver reso più trasparente e aperta l’Agenzia, modificando il rapporto di quasi completa diffidenza iniziale da parte dei cittadini. E sulla necessità di lavorare ancora nel tentativo di superare quel gap tra la struttura, le istituzioni, politica e cittadini ha insistito anche Pittella. Perché - il governatore non lo nasconde - ci sono «le responsabilità che attengono ai livelli istituzionali ma anche a quelle proteste, spesso di pancia, che non sempre sono portatrici di conoscenza e verità». Il presidente della Regione ritorna anche sulle varie criticità ambientali della regione, a partire dai ritardi sulla bonifica dei due siti di interesse nazionale da bonificare, ma ci tiene a ribadire: «La nostra Basilicata non è la Terra dei fuochi». Dunque le nuove sfide in fatto di materia ambientale: ulteriore irrobustimento del sistema di monitoraggio e open data. Oltre alla necessità di mettere mano all’Osservatorio ambientale che «a mio avviso - continua Pittella - fino a ora non ha funzionato come dovrebbe». Il presidente infine ha annunciato per l’autunno un focus sulla qualità della vita dei lucani. Infine il saluto del nuovo direttore Schiassi, medico chirurgo, manager della Sanità pubblica, di origini campane, si è presentato così: «Sono un esterno ma non sono un estraneo. Innanzitutto perché ho già avuto una precedente fruttuosa esperienza lavorativa in Basilicata e poi perché sono un meridionale». A lui, da parte di tutta l’aula del campus di Macchia Romana, gli auguri di un proficuo lavoro.

marlab

m.labanca@luedi.it

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