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Per l'assessore favori a luci rosse
e raccomandazioni in Al spa

Basilicata

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C’E’ anche l’ex assessore al turismo del Comune di Potenza tra gli indagati dell’ultimo filone dell’inchiesta Vento del Sud.

Luciano De Rosa è accusato di induzione alla corruzione e corruzione “sessuale” per 2 episodi ambientati ad Avigliano e a Potenza, con all’imprenditore Leonardo Mecca, che da ieri è agli arresti domiciliari.

Per il secondo il pm aveva chiesto anche una misura cautelare nei suoi confronti, ma dato che da quando si è insediata la nuova giunta non ricopre più incarichi pubblici il gip gli ha detto di no..       

A chiamare in causa per primo De Rosa era stato l’imprenditore che ha dato il “la” al lavoro degli investigatori, Bartolo Santoro, figlio del titolare del cantiere di Macchia Romana preso di mira ad agosto del 2012 da un pistolero rimasto sconosciuto. Dalle cimici nella sua auto gli agenti hanno raccolto una serie di “dritte”, come l’incursione di Rosa e Mecca ad Avigliano. Il loro “bersaglio” sarebbe stata la gara da un milione e 800mila euro per la casa della salute, e il “mezzo” per arrivarci Rocco Fiore: l’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune arrestato a febbraio assieme a Santoro per corruzione e turbativa d’asta. Un interlocutore che anche l’assessore conosceva bene, in quanto consigliere comunale di maggioranza del capoluogo. Non è chiaro se sia stato proprio Fiore a riferire l’accaduto a Santoro, con cui sarebbe partito il mese dopo per un week end “renziano” alla Leopolda di Firenze, con annessa seratina hardcore. Una parentesi immancabile nelle trasferte organizzate dal giovane imprenditore di Pietragalla con gli amministratori amici. Ma stando a quanto riporta il capo d’imputazione Mecca e De Rosa gli avrebbero offerto una mazzetta senza girarci troppo attorno. «Ti dobbiamo parlare... uaglio’, qua... ci sono 50mila euro per te!». Stando a Santoro queste sarebbero state le esatte parole rivolte da De Rosa a Fiore. Soltanto che Fiore avrebbe rifiutato l’offerta aggiudicando la gara a una ditta del posto.

Altra storia a Potenza dove per gli inquirenti la corruzione si sarebbe consumata, e in cambio di «una serie di atti contrari ai suoi doversi d’ufficio» De Rosa avrebbe ricevuto «diverse prestazioni sessuali» da «giovani donne», almeno 5 ne hanno contate gli investigatori, più «alcuni lavori e interventi edili» nell’abitazione della compagna nel centro storico del capoluogo. Tutto a carico dell’amico imprenditore.

In cambio De Rosa si sarebbe messo a disposizione anche per provare ad accelerare dei pagamenti da parte di Acquedotto Lucano. Una pratica per cui Santoro avrebbe suggerito al collega di far intervenire «Margiotta» attraverso De Rosa, dato che il senatore era un po’ la sua figura di riferimento nel Pd lucano. Ma l’ex assessore col pm  Basentini ha ammesso di averne parlato soltanto col presidente Rosa Gentile e «nelle vesti di direttore di banca».

D’altra parte in Comune avrebbe fatto valere la carica rivestita con un funzionario e con l’ex assessore al bilancio Federico Pace, a cui avrebbe raccomandato l’amico per pagamenti e nuove commesse. Eppure a un certo punto Pace si sarebbe tirato indietro, allora De Rosa, non si capisce bene quanto sul serio e quanto per scherzo, avrebbe proposto all’amico imprenditore di regalare un po’ di compagnia femminile anche a lui: tanto per provare ad ammorbidirlo.

De Rosa è accusato anche di aver «compulsato» l’ex sindaco Vito Santarsiero, oggi consigliere regionale Pd, per fare assumere uno dei figli di Mecca al Cotrab. Ma anche questo approccio, come quello con Pace, non sarebbe andato a buon fine e nessuno dei 2 risulta iscritto sul registro degli indagati.

l.amato@luedi.it

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