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Se l'anatra
non è solo zoppa

Basilicata

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CHE nelle amministrazioni pubbliche ci si sia ormai bene allenati a fare atti non propriamente illegittimi lo sappiamo tutti, lo sappiamo non da adesso ed è vero, ma questa è un’altra storia; che il consigliere Gianni Rosa abbia una sorta di obbligo autoconservativo nei confronti della sua parte politica riusciamo anche a capirlo, cosìcché se a tratti da falco si trasforma in fauna di sottobosco siamo pure in grado di farcene una ragione; e persino che il 6 di agosto, in un impeto di creatività  succeduto ad un paio di mesi di perfetto immobilismo, sia stato creato un Ufficio di staff mirato ( e mirato con un talento da cecchino) non è che ci appaia cosa del tutto insolita; tuttavia con la nuova amministrazione comunale un discorso a quattr’occhi ( e dico a quattr’occhi perché a quanto pare – come ben evidenziava ieri Antonella Giacummo- i giornali locali è ormai bel vezzo non leggerli) va fatto, almeno per sottolineare che sarebbe bene non opporre alle tanto biasimate rivoluzioni di sinistra altrettanto muffose e stantie rivoluzioni di destra che rischiano ( per chi rischio lo vuole chiamare) di mandare in patè un’anatra zoppa pur nata a suo dire con tante ambizioni di volare. In realtà il fatto che il Sindaco De Luca sia piuttosto unanimemente riconosciuto come una persona per bene non è sufficiente a certificare la bontà della sua azione politica che, peraltro, stenta a decollare; anche l’ex sindaco Santarsiero è una persona per bene – e non mi pare si possa dire il contrario- ma è stato tenuto sulla graticola ( a volte giustamente, a volte assai meno) per tutto il tempo del suo mandato ed è stato utilizzato come pietra di paragone da tutti quei novelli Copernico che in campagna elettorale non facevano che parlare de revolutionibus orbium coelestium. Il fatto che con le ultime elezioni l’amministrazione di centrosinistra sia stata licenziata, in modo forse persino inaspettato e sorprendente, dovrebbe dunque far rilettere sulla circostanza che i cittadini ( questi tanto biasimati cittadini di Potenza, spesso tacciati di essere incapaci di farsi artefici di cambiamento) hanno inteso sperimentare altro, sperando in risposte istituzionali migliori; risposte che per ora non ci sono né si scorgono all’orizzonte perché l’incipit evidenzia nulla di più che qualche “tangente” politica pagata, qualche sbandierata propagandistica e qualche scivolone linguistico rovinoso malamente mascherato da acrobazia da stuntman. Tanto per cominciare è sotto gli occhi di tutti che la giunta non politica di altissimo profilo è andata subito a farsi benedire genuflettendosi alla logica spartitoria che, per i partner elettorali, è come moneta sonante; l’estate è passata in silenzio, con un centro storico che non pare abbia conosciuto né fasti né dolce vita (considerando per di più che la sola attesa dei gavettoni di Piazza Splash in pieno centro storico avrebbe fatto inorridire l’omonimo sindaco De Luca, sequestrapalloni ruvosalernitano); poi c’è stata qualche ordinanza, enfatizzata dal distratto e spesso incompetente osannare dei social, che semplicemente è nuova come l’acqua calda dal momento che non fa che riprendere norme esistenti che bisogna soltanto far rispettare; pensiamo a quelle sulla pulizia del verde che, oltre ad essere in vigore anche a livello nazionale,  sono da anni stampate nero su bianco nell’art.22 del  vigente regolamento del verde urbano pubblico e privato. La questione Coviello (non illegittima ma artificiosamente legittima nonché scandalosamente inopportuna) è soltanto la punta di un iceberg, ma di un iceberg che chi auspicava un vero cambiamento mai si sarebbe aspettato di incrociare addirittura in una navigazione ancora fondamentalmente sotto costa.

Prendersela con la malevolenza dei cittadini e dei giornalisti perciò non serve a nulla; né si può pretendere che la buona o cattiva politica si classifichi per colori e convenienze. Bisogna stare attenti, piuttosto, perché l’anatra non solo è zoppa, ma già appare persino meiottera.

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