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Viggiano, nessuna sfiammata ma un’altra anomalia
Il sindaco attacca, Eni minimizza

Basilicata

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VIGGIANO –  Nessuna sfiammata,  solo un odore o meglio una puzza nauseante. E’ stata la causa dell’ennesima anomalia al Centro Oli che si è registrata nell’arco della giornata di ieri.

La segnalazione è stata lanciata dai dipendenti della Vibac e dell’Elbe – entrambe le aziende situate di fronte all’impianto estrattivo – al Comune di Grumento Nova. «Intorno alle 15 -  fa sapere in una nota stampa, il sindaco di Grumento Nova, Antonio Imperatrice -  sono giunte al Comune  segnalazioni da parte dei dipendenti delle due fabbriche poste di fronte allo stabilimento dell’Eni, circa l’impossibilità di poter lavorare nei propri ambienti per la presenza di odori nauseabondi che di fatto stagnavano l’aria e la rendevano irrespirabile».

«Sul posto  - continua il comunicato - si è recato il sindaco ed i vigili urbani di Grumento Nova   che di fatto hanno constatato  situazioni di profondo disagio tra i lavoratori e non solo, ed hanno potuto anche appurare come gli stessi si fossero dovuti porre ai piani superiori degli stabilimenti ed anche fuori. Il tutto anche suffragato dalla presenza dei Vigili del Fuoco di Marsicovetere».

E sempre nella nota il sindaco riferisce che  la «sera precedente, quella del 22 alle ore 21 circa, era stata segnalata dall’Eni “un trafilamento di vapore acqueo e conseguente intervento di manutenzione”, con una rumorosità più percepibile rispetto ai livelli di normale esercizio dell’Impianto ed alle ore 3 del 23 settembre le operazioni di manutenzione si sono concluse.. e si è proceduto  all’attività di riapertura dei pozzi per il progressivo ripristino delle normali condizioni di regime produttivo dell’impianto».

Operazioni che a quanto comunicato dalla compagnia petrolifera, nella stessa giornata di ieri, «hanno comportato la fermata e il conseguente riavvio di alcune sezioni dell’impianto generando conseguentemente un lieve innalzamento delle emissioni odorigene rispetto alle normali condizioni operative». «Attività di manutenzione – ha riferito la società petrolifera -  sulla linea  di alta pressione del vapore».

Da parte dell’Eni è stato ribadito che «l’impatto olfattivo derivante dalle attività di riavvio non comporta alcuna conseguenza sulla salute dei lavoratori dell’impianto ne’ sugli abitanti e lavoratori dell’area circostante il centro olio». Secondo il primo cittadino del centro grumentino «questi eventi si verificano troppo spesso ed il fatto che lavoratori dell’indotto e le maestranze siano arrivate al punto di segnalare il disagio con fax e chiamate dirette alle Istituzioni, pone noi tutti nella condizione di dirimere un legittimo dubbio  su quanto ci viene fatto percepire dall’Eni, in modo strumentale e di parte». «E’ ora  - ha puntualizzato il sindaco - di fare chiarezza  e di sottolineare come le rassicurazioni siano ormai superate dagli eventi. C’è bisogno   di un intervento forte delle Istituzioni , degli Amministratori tutti e delle organizzazioni Sindacali, per far sì che la sicurezza e la salute predominino su tutto».

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