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Se anche l'infanzia
finisce nel mercato della politica

Basilicata

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SUBITO una precisazione. Conosco bene Antonella Amodio ed è una fortuna. Perché so di chi parlo. L’ho vista all’opera con decine di bambini, lei come moltissimi altri operatori di questa regione ai quali genitori confusi e disperati affidano le loro angosce.
E per questo motivo trovo sufficientemente intollerabile che un’istituzione così importante che mi auguro non sia un contenitore vuoto – l’istituzione, cioè, del garante per l’infanzia – sia frutto di sciagurato patteggiamento politico. So bene che Antonella è stata collaboratrice del governatore Pittella quando era assessore.
Non capisco perchè questo dovrebbe diventare un motivo ostativo a una nomina. Dando per scontato che il potere, ad ogni livello, è fatto di relazioni, i cittadini cosa chiedono? Che la relazione porti almeno alla persona giusta. Vado allora a guardare il mercato della politica chi oppone alla Amodio.
È il segretario regionale dei Popolari per l’Italia, Vincenzo Giuliano. Che sia un uomo di partito nulla quaestio.
Spingono per lui Aurelio Pace (sì, lui, il consigliere che voleva monetizzare la scelta antiabortista delle donne) e Gianni Rosa. Nella ricerca di un equilibrio politico che evidentemente non ha alcuna consapevolezza della partita in gioco.
Se mi diceste che stanno valutando la candidatura di Antonella Amodio con quella di Marcella Santoro, ad esempio, o con quella di Michela Cappiello, o Maria Bruna Di Marzio potrei anche capire.
Non specifico chi sono. Chi ha figli dislessici, chi ha figli down, chi ha figli discriminati a scuola, chi è costretto a correre nelle sue giornate per dare sicurezze e fiducia a futuri cittadini di una società che non tollera differenze sa bene questi nomi cosa significano.
Vincenzo Giuliano è l’ex plurisindaco di Satriano, un professore e politico di lungo corso, oggi sessantacinquenne, al quale la sua comunità e molti altri enti locali devono molto.
È stato lui stesso a sollecitare più volte l’istituzione del garante per l’infanzia, tra le molte cose buone che ha proposto e fatto.
Non riesco a trovare, però, una competenza specifica che riconduca immediatamente a lui se penso al problema delle differenze.
Ci dobbiamo occupare di quelli che la società si ostina a considerare svantaggiati perchè diversi. O almeno ci aspettiamo che faccia questo un governo di sinistra. Perchè sinistra significa uguaglianza. Uguaglianza che dobbiamo raggiungere con politiche pubbliche. Accanto al lavoro egregio e sicuramente indispensabile che possono svolgere le catechiste nelle parrocchie o i maestri a scuola.
Molti di quali, purtroppo, sono i primi a creare disorientamento.
Abbiamo bisogno di aiutare, con competenze e strumenti, i genitori che ne sono sprovvisti. Perchè a tutti i bambini siano garantiti gli stessi diritti.
Questo giornale ha più volte raccontato le battaglie contro le discriminazioni fatte da Antonella Amodio. E auguro a chi oggi fa ostracismo su questo nome considerandolo un numero senza storia da attribuire al potente di turno di non trovarsi mai nella drammatica situazione di dover ricorrere a una delle tre donne che citavo. Che sono solo alcune, mi scuseranno tutte le altre, che lavorano in silenzio per garantire l’infanzia dei nostri figli.

l.serino@luedi.it

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