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Cresce la povertà in Calabria, Libera lancia l'allarme
«Troppo disagio, si irrobustisce la criminalità»

Calabria

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CATANZARO - La povertà irrobustisce le fila della criminalità organizzata. Per questo, in un momento di forte crisi, "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", ha promosso l'iniziativa "Miseria Ladra". Ed in Calabria la situazione è drammatica, come evidenzia Donatella Monteverdi, referente del coordinamento regionale della campagna “Miseria Ladra”: «La nostra povertà si è trasformata in miseria: è dunque evidente che soltanto l’attivazione sinergica di buone politiche nazionali e di serie politiche regionali sul lavoro e sull’inclusione sociale può tentare di modificare questo quadro sconfortante». 

L’associazione calabrese ha annunciato la partecipazione per venerdì 17 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale per l'eliminazione della povertà, al sit-in promosso davanti a Montecitorio da diverse associazioni. 

«Secondo il Rapporto dell’Istituto Europeo di Statistica sulla povertà – prosegue la nota di Libera - nel 2013 il 45% dei calabresi hanno vissuto al limite della povertà assoluta o relativa. Un dato a cui si aggiunge il Rapporto Caritas sulla Povertà e l’Esclusione sociale, secondo il quale il tasso di povertà in Calabria nel 2013 è stato pari al 32,4% (nel 2012 era il 27,4%). E’ il tasso, condiviso con la Sicilia, più alto in Italia nel 2013. Numeri drammatici, considerato anche che per il Rapporto UnionCamere il numero delle famiglie che sono sotto la soglia della povertà assoluta nel 2012 è stato pari al 29,1%, aumentato rispetto al 26,9 registrato nel 2009».

D’altronde, aggiunge Monteverdi, «secondo lo studio della Codacons del 2014 l’indebitamento in Calabria ha raggiunto dai record: nel 2013 i debiti delle famiglie calabresi incidono per il 7% sul debito nazionale, pari ad Euro 3,2 miliardi, mentre ben 560.000 calabresi (pari al 29,20% della popolazione) risultano morosi solo per le bollette delle utenze familiari».

Una condizione drammatica, dunque, considerato che «il 27,4% delle famiglie residenti in Calabria ha superato la soglia della povertà relativa. Inoltre, la differenza di reddito medio tra i più ricchi e i più poveri è di 1 a 5,5, che, tradotto, significa che ad ogni euro di una famiglia tra le più povere, corrispondono 5,5 euro in una famiglia ricca. La cosiddetta generazione 1.000 euro, che per molto tempo ha riguardato solo i giovani, adesso, nel periodo di crisi, può essere riferita anche a persone adulte, lavoratori a bassa qualificazione, disoccupati rientrati nel mondo del lavoro alle condizioni che offre oggi il mercato». 

La referente del progetto di Libera ha aggiunto altri dati sulla situazione calabrese: «847.688 è il totale complessivo dei disagiati in Calabria. In altri termini il 41,8% della popolazione calabrese versa in uno stato di quasi o totale indigenza socio-economica. La Calabria si trova a dover fronteggiare una situazione di precarietà e provvisorietà sociale che produce senso di insicurezza, di timore, a volte, di vero e proprio disagio psichico».

Da qui il messaggio di Libera: «I calabresi devono rivendicare con forza il loro diritto di vivere e uscire da quella deriva di marginalità e indifferenza nella quale le responsabilità proprie si incrociano con l’indifferenza della politica nazionale. È questo il senso della nostra partecipazione alla manifestazione del 17 ottobre a Roma, è questa la ragione del nostro impegno in Calabria. Chiediamo una politica seria, coerente, concreta e credibile – conclude Donatella Monteverdi - dove i proponimenti fumosi cedano il posto a proposte precise, nelle quali gli obiettivi, ma soprattutto gli strumenti per la loro realizzazione, siano chiari. Non ci stancheremo di chiedere, non ci
stancheremo di controllare, non rinunceremo al nostro diritto di essere cittadini».

 

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