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Riflettendo su questa storiaccia

Basilicata

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QUESTA STORIA tristissima dell'ospedale San Carlo che include una morte e tre arresti suggerisce qualche riflessione.
La prima riguarda il sistema della sanità, cioè il mondo dei malati e dei bisogni.
Per quanto vogliamo sforzarci di ritenere gli ospedali delle aziende, dimentichiamo spesso che curare, assistere i pazienti non può essere considerato solo un incremento di produzione. I medici devono essere messi in condizione di lavorare, ma ad essi viene chiesto la sensibilità di ricordarsi che possono diventare concorrenti di Atropo nella determinazione delle nostre vite. A meno di un determinismo fatalistico che porterebbe a considerarli strumento del destino. Ma così sarebbero tutti deresponsabilizzati.
La seconda riflessione, connessa alla prima, è la deontologia degli uomini prima ancora che dei professionisti. Questa storia nasce in un contesto di ritorsioni e vendette di reparto, storie di contrasti, mobbing, vertenze di lavoro, provvedimenti disciplinari, insomma un bubbone di fatti misti a maldicenze, lettere e registrazioni anonime che possono essere archiviate solo con l’archiviazione del reparto stesso. Non si salva nessuno, perchè è difficile trovare nella vicenda intenti nobili, un trasparente e disinteressato amore per la verità e la giustizia. Piuttosto emerge una trama di reconditi istinti personali e ricattatori. I risultati della commissione regionale d'inchiesta sono molto eloquenti.
L’ultima riflessione riguarda la nostra categoria, il sistema dell'informazione. E’ grazie alle notizie che noi tutti, ciascuno a suo modo e con lo sforzo professionale possibile, abbiamo reso pubbiche che l’inchiesta è stata accelerata. Questo ci ricorda che i giornalisti servono ancora a qualcosa. E dovremmo ricordarcene noi stessi più spesso, facendo rete nei momenti topici. Non è una gara a chi arriva prima, ma la volontà di concentrarsi su un obiettivo e sostenerlo reciprocamente. Perchè insieme siamo più forti. E la nostra comunità, una comunità così piccola, non potrà che riceverne benefici.

l.serino@luedi.it

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