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La polizia ritorna a Corleto
Gli affari di famiglia svelati dal Quotidiano

Basilicata

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CORLETO - Si sono presentati in Comune di primo pomeriggio. Hanno effettuato alcune notifiche, ma si sono trattenuti fino a sera facendo domande e raccogliendo notizie sui servizi offerti dall’amministrazione per i lavoratori di Total.
Non è passata inosservata la visita a Corleto Perticara, nuova capitale petrolifera del Sauro, degli agenti della mobile di Potenza.
Stando ad alcune informazioni raccolte sul posto, che è stato impossibile verificare altrimenti, quella di ieri non sarebbe stata nemmeno la prima volta. E in paese la presenza degli investigatori in Municipio sta già provocando una certa fibrillazione.
Proprio i rapporti tra l’amministrazione e la compagnia petrolifera a dicembre dell’anno scorso erano finiti al centro di un’inchiesta del Quotidiano della Basilicata, dedicata agli “affari di famiglia” del sindaco e di alcuni dei suoi assessori.
Così sono venute alla luce strane società come la Outsourcing srl, dove almeno fino a qualche mese fa sedevano assieme il figlio del primo cittadino Rosaria Vicino, il figlio dell’ex consigliere regionale Pasquale Robortella, Vincenzo, poi diventato consigliere regionale a sua volta, e la moglie del revisore dei conti del Comune, Carmelo Donnoli, ex candidato sindaco sconfitto proprio dalla Vicino. Più quella di un top manager della ditta che sta costruendo il Centro oli di Total, Sergio Polito, che è anche presidente di Assomineraria beni e servizi, e un noto imprenditore di Viggiano, Pasquale Criscuolo. Stessi identici nomi già scoperti, sempre dal Quotidiano, qualche mese prima, affianco a quello della moglie del direttore generale del dipartimento Ambiente della Regione Donato Viggiano, poi sostituito, in un’altra società: la Med.Ing, appena nata e subito beneficiaria di una prestigiosa commessa all’interno dei lavori di «ammodernamento» del Centro oli Eni di Viggiano (paese), approvati dall’omonimo direttore generale.
Società di mogli e società di figli, per farla breve, in cui gli interessi di controllori e controllati si incontrano, all’ombra delle trivelle che pompano, o si accingono a pompare, oro nero dalle viscere del sottosuolo.
Insuperabile l’ensamble di Corleto, dove oltre alla ditta del figlio del sindaco, ci sono quelle della moglie del suo vice e di un assessore, che si occupano di ristorazione. Mentre in consiglio comunale si passa da chi ambisce a una fetta dei “servizi” collegati all’avvio del programma di estrazioni, a chi è già alle dirette dipendenze della compagnia. Tipo la consigliera di maggioranza, che fino a un paio di anni fa si distingueva per le campagne a tutela dell’ambiente contro i colonizzatori del petrolio. O il consigliere d’opposizione della lista arrivata seconda alle scorse consultazioni. Per non parlare del terzo candidato sconfitto, che è un’insegnante in pensione ma ha il figlio impiegato per Total, e a un certo punto dev’essersi confuso un po’ le idee, perché dichiarava - sul suo profilo facebook - di lavorare a sua volta per la compagnia francese.
Quindi la Outsourcing, che sul suo sito internet spiega che il suo “core business”, ossia la realizzazione di un centro per servizi avanzati, dalla progettazione ambientale alla formazione, nell’area industriale di Guardia Perticara nasce «dopo aver analizzato il programma di investimenti nell’area posto in essere da alcune compagnie petrolifere che prevede la realizzazione di un centro oli in località Tempa Rossa (da cui il nome del progetto) con deposito di stoccaggio del gas nell’area industriale di Guardia Perticara».
E la cooperativa Washing services di Marcella Sarli, moglie del vicesindaco e assessore al bilancio Giambattista Genovese, che risulta vincitrice della commessa per fornire i pasti ai 54 operatori appena assunti da Total che stanno completando la loro formazione nel “training center” inaugurato a settembre del 2013.
Chi sostiene che il petrolio non porti opportunità alle aree delle estrazioni deve ricredersi. Il punto è trovarsi al posto giusto, e il Comune di Corleto sembra essere uno di questi.
Nel 2007 gli investigatori della Mobile di Potenza erano già stati a Corleto per occuparsi di affari e mala-amministrazione all’ombra il programma di estrazioni di Total. Per quell’indagine, condotta dal pm Henry John Woodcock, è tuttora a processo anche il capo dell’ufficio tecnico del Comune accusato di aver “imposto” ai proprietari dei terreni scelti per la localizzazione del nuovo centro oli un risarcimento per gli espropri di gran lunga inferiore al loro valore reale.

l.amato@luedi.it

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