Salta al contenuto principale

La rivolta dei precari paralizza per ore la Calabria. Niente imbarchi a Villa. Strade e ferrovie occupate

Calabria

Tempo di lettura: 
4 minuti 19 secondi

REGGIO CALABRIA – Minuto dopo minuto la tensione si è fatta sempre più forte durante la mattinata in cui è esplosa la protesta dei lavoratori precari calabresi. SLa Calabria si blocca di nuovo e per diverse ore, fino all'annuncio di un vertice a Roma, con il sottosegretario Delrio, che si terrà mercoledì 12 novembre. 

Ma la schiarita è arrivata solo dopo le 13, alla fine di un incontro nella prefettura di Catanzaro. In mattinata erano stati organizzati dei presidi distribuiti nei centri nevralgici del territorio regionale: dagli imbarcaderi di Villa San Giovanni, agli ingressi sull’autostrada Salerno-Reggio Calabriaa Cosenza e alla stazione ferroviaria di Lamezia. La mobilitazione è stata organizzata dai vertici calabresi della Cisl e della Uil, i cui segretari Paolo Tramonti e Santo Biondo analizzano lo stato dell’arte del settore e annunciano battaglia, in attesa di riuscire ad aprire un tavolo di confronto diretto a Roma con Matteo Renzi ed il suo Governo. 

A Cosenza i lavoratori con bandiere sindacali e striscioni hanno bloccato il transito veicolare nello svincolo nord dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Su disposizione della Questura, l'Anas ha reso noto di avere chiuso al traffico il tratto tra Montalto e Cosenza sud tra il km 245,000 e il km 259,000, in entrambe le direzioni dell’autostrada A3 Salerno - Reggio Calabria. I veicoli che procedono in direzione sud sono deviati allo svincolo di Montalto, mentre quelli che procedono in direzione nord verranno obbligatoriamente deviati allo svincolo di Cosenza Sud. Per il traffico di lunga percorrenza è consigliata l’uscita allo svincolo di Falerna sulla strada statale 18 per potersi poi reimmettere sulla A3 nello svincolo di Lagonegro. Inoltre il traffico dei mezzi pesanti in lunga percorrenza verrà deviato in direzione sud allo svincolo di Montalto (km 245,000) e in direzione Nord allo svincolo Falerna-Lamezia Terme (km 304,000). 

Chiuso anche l’ingresso dei traghetti privati a Villa San Giovanni, i manifestanti si sono fermati ad alcuni metri dal piazzale Anas. La protesta sta creando disagi per i mezzi che devono imbarcarsi per raggiungere la Sicilia.

Blocco anche nel Crotonese, dove il traffico è stato bloccato in entrambe le direzioni sulla strada statale 106 “Jonica” nel tratto compreso tra la stazione di Isola Capo Rizzuto e il bivio per  Passovecchio/Innesto Ss107 E Ss107 Bis”. A Lamezia Terme i manifestanti hanno occupato i binari.

Un'altra manifestazione di protesta è stata indetta dalla Cgil per il 7 novembre prossimo, data in cui il premier Matteo Renzi sarebbe dovuto essere in Calabria anche se la visita è stata annullata (LEGGI).  Intanto, il segretario del Pd Ernesto Magorno ha annunciato che mercoledì 12 novembre, alle ore 12, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, incontrerà a Roma i rappresentanti calabresi delle principali sigle sindacali per affrontare l'emergenza lavoro in Calabria. 

«I lavoratori calabresi in mobilità e percettori di ammortizzatori sociali scenderanno ancora una volta in piazza. Lo faranno per ribadire ancora una volta le loro necessità, per dare un segnale forte alle istituzioni calabresi ed alla politica romana e richiamare ognuno ai propri compiti istituzionali. In questa giornata di lotta saranno accompagnati dall’azione convinta della Uil calabrese». Con queste parole Santo Biondo, segretario regionale della Uil calabrese, ricorda all’opinione pubblica ed alle istituzioni competenti l’appuntamento di domani mattina che, ancora una volta, porterà per le strade della Calabria migliaia di lavoratori.

«Al netto dei proclami – sostiene il segretario della Uil calabrese – il divario fra il Nord ed il Sud del Paese, anche alla luce della legge di stabilità in discussione in Parlamento, è destinata a crescere. Anche per questo siamo convinti che sia giunto il momento di aprire un confronto sui problemi del precariato calabrese a Roma davanti ai rappresentanti del Governo».

«La mancata visita di Renzi in Calabria - conclude Santo Biondo - fatta slittare a dopo le elezioni regionali, ci preoccupa e allo stesso tempo ci fa capire che, almeno per il momento, nel cilindro del Premier non ci sono strumenti in grado di far cambiare registro ad una terra che non vuole più essere sedotta ed abbandonata».
Anche Paolo Tramonti, segretario regionale della Cisl, spinge per ottenere un confronto diretto con il Governo Renzi sulle problematiche dei lavoratori precari calabresi.
«Sul fronte degli Lsu-Lpu - dice Tramonti - l’iter normativo per le contrattualizzazioni, avviato con la Legge di Stabilità 2013, non si è ancora concluso con il rischio concreto di perdere le risorse assegnate. Di fronte a tale scenario non si può più aspettare per prendere immediati provvedimenti. Per questi motivi il Governo nazionale deve farsi carico, una volta per tutte, delle vicende sociali della nostra regione e ridare certezze e speranza alle migliaia di lavoratori calabresi interessati e alle loro famiglie. In questo senso è importante che la cabina di regia assuma al più presto tali istanze provvedendo al contempo ad attivare interventi strutturali finalizzati al rilancio della nostra regione».

 

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?