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Galatti “scaricabarile”
Adesso accusa Cavone

Basilicata

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POTENZA - A effettuare la manovra che ha provocato l’emorragia massiva per cui è morta Elisa Presta non sarebbe stato lui, bensì Michele Cavone. Proprio il medico che nell’audio shock diffuso su internet ha ammesso di averla lasciata «ammazzare», addossando la responsabilità al primario del reparto di Cardiochirurgia del San Carlo di Potenza, Nicola Marraudino.
Si è difeso così Matteo Galatti, prima davanti al gip poi al Tribunale del riesame, dove ieri mattina sono comparsi i suoi legali: Savino Murro e Paolo Carbone.
Galatti è agli arresti domiciliari dal 24 ottobre assieme a Marraudino, assistito dagli avvocati Francesco Auletta e Michle e Laforgia, mentre Cavone, difeso da Donatello Cimadomo, è stato già rimesso in libertà giovedì scorso con l’obbligo di firma 3 volte alla settimana.
Per tutti l’accusa è di omicidio colposo, ma il primario deve rispondere anche di falso per un “buco” di mezz’ora nel registro operatorio, che corrisponde proprio al momento in cui la situazione della paziente è degenerata.
Cosa è successo tra le 8.35 e le 9 del 28 luglio del 2012 è stato oggetto di diverse ricostruzioni. Quella effettuata dai periti incaricati dalla Procura di Potenza è alla base dell’ordinanza di custodia cautelare spiccata nei confronti dei tre cardiochirurghi. Ma all’interno del reparto se n’è parlato a lungo, come dimostrano le registrazioni che secondo il gip avrebbe effettuato uno dei medici in servizio al suo interno.
Dopo la loro diffusione le versioni di chi era in sala operatoria sono state raccolte dai responsabili dell’indagine interna e poi riprese dalla commissione ispettiva inviata dalla Regione.
Secondo gli inquirenti sarebbe stato Galatti a provocare l’emorragia con una manovra sbagliata durante l’apertura del torace. Una lesione che si sarebbe aggravata dopo un tentativo di sutura. Mentre Cavone e Marraudino sarebbero intervenuti in un secondo momento, avviando la circolazione extracorporea e procedendo con l’operazione prevista di sostituzione della valvola aortica.
Ma davanti al gip Amerigo Palma Galatti ha affermato che il suo ruolo sarebbe stato molto più marginale dal momento che una volta avviata l’apertura del torace avrebbe subito ceduto il posto a Cavone. Quindi l’emorragia massiva e l’arrivo del primario. Una tesi confermata anche da una consulenza di parte che è stata appena depositata.
Più o meno la stessa ricostruzione effettuata dagli ispettori della Regione, che con tutti le cautele del caso, non essendo specialisti della materia, hanno concluso per l’assenza di profili di colpa medica.
Ieri in aula si è difeso anche il primario Marraudino, che ha respinto l’accusa di aver effettuato l’intervento su una paziente non-viva, dopo lo shock causato dall’emorragia, nel tentativo di sfuggire alle sue responsabilità per aver fatto operare Galatti che stava smontando dal turno di notte.
La decisione sui ricorsi dei tre medici è attesa per giovedì.

 

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