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Pronta la nuova sede della scuola di restauro
Adduce soddisfatto per il traguardo raggiunto

Basilicata

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Un passo in avanti atteso da tempo. Messi da parte timori e ritardi la scuola di Alta formazione per il restauro con sede a Matera vedrà la luce nel 2015 per il suo primo anno di lezioni. Il via libera ufficiale è arrivato venerdì a Roma e permette a Matera e alla Basilicata di poter centrare un altro prestigioso riconoscimento che le conferma come punto di riferimento a livello nazionale.

La Commissione di valutazione ha valutato positivamente la candidatura della scuola, presentata dalla direttrice dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro del Mibact Gisella Capponi e concesso l’accreditamento alla nuova scuola che dal prossimo anno accademico aprirà i battenti con il concorso di Università e Enti di ricerca.
Il Sindaco di Matera Salvatore Adduce, nel comunicare tempestivamente l’importantissima notizia che si inserisce nel grande percorso fatto quest’anno da Matera capitale europea della cultura, esprime grande soddisfazione per l’impegno straordinario di tutte le istituzioni coinvolte insieme al Comune, in primo luogo il MIBACT e la Regione Basilicata, che ha inserito la scuola nella Legge regionale 30 aprile 2014, n. 8 (art. 35) grazie al forte sostegno del presidente Marcello Pittella e di tutti i Consiglieri regionali.
I lavori nel complesso monumentale destinato alla formazione dei futuri restauratori e operatori della conservazione, seguiti con competenza dal Comune e dal MIBACT, sono avviati ad una imminente conclusione e presto laboratori e locali verranno allestiti con tutte le necessarie attrezzature grazie all’impegno dei responsabili del cantiere (Emanuele Lamacchia, Mario Maragno, Carmela Petrizzi).

«Oggi», ha dichiarato il Sindaco, «si conclude con successo la prima fase del lungo percorso avviato fin dal 2007, grazie alla precedente Amministrazione guidata dall’avvocato Nicola Buccico, su impulso della Fondazione Zetema presieduta dall’avvocato Raffaello De Ruggieri e del compianto professor Michele D’Elia, che a Matera aveva già voluto, dopo il sisma del 1980, una grande struttura dedicata alla conservazione e al restauro, guidata oggi dalla Soprintendenza per i beni storici, artistici e etnoantropologici della nostra regione. E’ anche grazie a questa struttura, pronta a mettere a disposizione altri laboratori e preziose competenze come ha confermato la soprintendente Marta Ragozzino, che vedrà la luce la grande scuola per il restauro a Matera, succursale della prestigiosa scuola romana».

 

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