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Dalla riforma delle Province alle forze di polizia
Così la riorganizzazione mette a rischio l'occupazione

Basilicata

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Natale di proteste e preoccupazioni che hanno popolato le ore della festa in Basilicata. Sono diverse, troppe, le vertenze aperte e le situazioni di difficoltà: alcune hanno animato la vigilia di Natale.

Molta preoccupazione desta l'applicazione della riforma delle Province. Per «sollecitare, ancora una volta, il presidente della Regione a convocare il tavolo regionale sulle Province», i dipendenti delle Province di Potenza e di Matera presidieranno, a partire dal 30 dicembre, la sede della Regione Basilicata. Il presidio, «ad oltranza», è stato promosso da Fp-Cgil,
Cisl-Fp e Uil-Fpl «in concomitanza» con i lavori del consiglio regionale, «non escludendo ulteriori azioni di mobilitazione e di lotta». Oltre al «tavolo regionale sulle Province», i sindacati hanno chiesto al presidente della Regione, Marcello Pittella, di «mantenere gli impegni assunti per la salvaguardia dei servizi, delle funzioni e dei livelli occupazionali».

I tagli e il dimensionamento potrebbero toccare anche le forze di Polizia della Basilicata, con la chiusura del Compartimento regionale della «Stradale», della Polizia Postale di Matera e della Polizia Ferroviaria di Metaponto di Bernalda, con «gravi rischi per la sicurezza del territorio». E’ l’allarme lanciato dal Silp, il sindacato italiano dei lavoratori della Polizia della Cgil, che stamani a Potenza ha organizzato un presidio per denunciare le chiusure: i provvedimenti rientrerebbero in un quadro nazionale di tagli, con la «chiusura selvaggia» di 253 uffici in tutto il Paese e il trasferimento degli agenti in servizio in questi presidi. Per la Basilicata si tratterebbe di almeno 18 posti di lavoro.

I lavoratori dell’Istituto provinciale di vigilanza «La Ronda» - al centro di un’inchiesta della Procura per un ammanco di circa sette milioni di euro nel caveau - hanno organizzato nella mattina della vigilia  un presidio nel capoluogo lucano, in piazza Mario Pagano. I sindacati, «preoccupati per la situazione occupazionale" dei circa 400 dipendenti della Ronda, hanno già incontrato nei giorni scorsi il Prefetto, a cui oggi hanno chiesto una nuova riunione per discutere degli sviluppi dell’inchiesta. 

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