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Estrazioni lucane su "Alle falde del Kilimangiaro"
«Servizio gonfiato». Pittella scrive a Rai3

Basilicata

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POTENZA - «La Basilicata non è la regione descritta in quel servizio». Ed è per questo che Marcello Pittella ha preso carta e penna e ha scritto al direttore di Rai 3 e al capostruttura di “Alle falde del Kilimangiaro”. Si dice «indignato», chiede diritto di replica e denuncia: «Sono state violate le più elementari regole deontologiche del giornalismo, di cui il servizio pubblico dovrebbe essere garante». La popolare trasmissione di viaggi, nell’ultima puntata di domenica pomeriggio, aveva mandato in onda un servizio inchiesta sul petrolio lucano. Mettendo il dito nella piaga dolente: una regione che dovrebbe avere strade lastricate di oro, è in realtà «la più povera d’Italia. E poi ancora: cultura o estrazioni? Quale modello di sviluppo per il territorio? Nelle immagini, dalla ferrovia mancante (nonostante i soldi spesi) nella città di Matera che si prepara ad accogliere milioni di turisti in visita alla capitale europea della cultura. Al liquido nero che fuoriesce nei campi di alcuni agricoltori della Val d’Agri. Passando dagli allevamenti della stessa area dove nascerebbero agnelli senza testa, con gravi malformazione. Molte testimonianze, comprese quelle del presidente del Parco, Domenico Totaro e della professoressa Albina Colella. Dai cui emerge la desolazione di una regione povera, senza infrastrutture e soprattutto inquinata.
Hanno parlato in molti, ma non la Regione. Che, in questo modo, non ha potuto rettificare le «notizie inesatte» diffuse. Ed è per questo che adesso il governatore lucano attacca: «I dati sulle estrazioni petrolifere riportati sono gonfiati ed inesatti. Le valutazioni espresse sono state affidate a un sindaco (il primo cittadino di Pisticci, Di Trani ndr) notoriamente attestato su posizioni politiche diverse da quelle del governo lucano e a una docente universitaria in passato al centro di cronache giudiziarie per un incarico professionale finanziato con fondi regionali». Insomma, un servizio “poco oggettivo”. Che ha nuociuto alla regione, ma anche al principio della corretta informazione.
Nel servizio realizzato dalla giornalista, Stefania Battistini, si parla anche dei rischi derivanti dall’aumento delle attività estrattive previsti dalla Sblocca Italia. Ma Pittella contesta i numeri dati dalla trasmissione di rai 3. Battistini parla di 250.000 barili al giorno. Il presidente ricorda che la nuova legge è stata accompagnata da un ordine del giorno che prevede che i barili non siano superiori alle quantità già autorizzate: 154.000 al giorno, contro gli 82.000 attuali. A tornare, per Pittella, non è neanche il numero dei pozzi: «Non 126 (come detto dalla giornalista rai ndr), ma 46 in totale». E, poi, «nessuna intenzione di trivellare nei parco dei calanchi». Il governatore “corregge” la giornalista anche per quello che riguarda la parte autorizzativa. «Non è vero che verranno rilasciate senza intesa con la regione». Il che significa che - ribadisce forte - «non vi sono le condizioni giuridiche che possano consentire a chicchessia di trasformare il territorio lucano in una sorta di “gruviera”».
Semplicemente «un servizio gonfiato». Forse - il presidente avanza l’ipotesi, rivolgendosi direttamente al direttore di rete - in maniera strumentale. «Si è voluto utilizzare il colore nero del petrolio per imbrattare la bella immagine di “Matera Capitale della Cultura nel 2019”, in una Regione che da un anno a questa parte è guidata da una classe dirigente che ha fatto della tutela dell’ambiente e della salvaguardia della salute umana la priorità della propria missione di governo». Pittella, che denuncia il mancato rispetto della par condicio nella realizzazione della trasmissione, chiede ora «il ripristino della verità dei fatti».

m.labanca@luedi.it

 

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