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Giunta regionale, infuria polemica sulle nomine
Musella lascia Riferimenti: «In Calabria c'è sistema marcio»

Calabria

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CATANZARO - Adriana Musella si dimette dalla presidenza del Coordinamento Antimafia Riferimenti. L'annuncio è arrivato in una conferenza stampa nella quale la stessa Musella ha ammesso di arrendersi a una realtà difficile e controversa. «In Calabria non è una questione di destra o di sinistra – ha detto – è il sistema che è marcio e pervade la società a 360 gradi. Attualmente la regione è governata da forze massoniche trasversali. Chiedo ufficialmente alla Procura di Reggio Calabria un'indagine approfondita sul voto regionale. Ho votato Pd sperando in un cambiamento in cui ho creduto davvero. Oggi, però non posso esimermi dall'esternare tutta la mia delusione e delusi come me sono in tanti».

L'attacco della Musella è pesante ed è su più fronti. Parte dalla composizione delle liste per le ultime elezioni regionali e arriva fino alla nomina della Giunta: «Fermo restando l'innocenza di ciascuno fino a prova contraria, si dovrebbe attendere l'accertamento della prova prima di assegnare incarichi elettivi. Invece i segnali dati da Oliverio hanno dimostrato di non andare in questa direzione, sfidando addirittura il lavoro della magistratura. Una Regione, andata ad elezioni anticipate per lo scioglimento di un Consiglio decaduto per problemi etici, non può ripresentarsi alla popolazione con questi risultati. Anche la nomina dell'ex ministro Lanzetta ha lasciato molto disorientati non essendo stata per niente compresa. Se questa donna è vista come un simbolo antimafia, dobbiamo riconoscere che il suo silenzio ci sorprende. Ci chiediamo perchè mai la Commissione Antimafia continui a convocare e ad udire, frequentemente, i Procuratori della DDA reggina quando i politici continuano a “lottizzare” il potere senza alcuno scrupolo, offrendo poltrone finanche a soggetti sui quali aleggiano fitte ombre e i cui nomi compaiono nelle lunghe informative depositate agli atti di pesanti inchieste di mafia».

La conclusione a cui arriva la Musella è perentoria: «Non si può fare antimafia in Calabria. E' tutto inutile. Sono tre mesi che chiediamo al neo governatore un confronto senza di essere stati degnati di una risposta. L'argomento è evidente che non gli interessa e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. L'antimafia è fatta di azioni conseguenziali, non di comodità o di incarichi che in questa Regione non vengono dati per merito. La politica in Calabria si è rivelata un grande raccoglitore per nullità ed inquisiti in cerca di un posto al sole».

Adriana Musella, allieva di Antonino Caponnetto e figlia di Gennaro Musella, vittima di mafia, da 22 anni porta avanti la sua battaglia contro la sopraffazione mafiosa. Non ha mai voluto lasciare la Calabria, terra dove suo padre è stato fatto saltare in aria il 3 maggio 1982. Per le minacce subite dal clan Mancuso vive sotto scorta.

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