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Condannato per stupro Sasà di Mikonos
Il processo a Perugia, l'accusa: ricorreremo

Basilicata

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POTENZA - Per il gip di Perugia ha violentato una sedicenne in una discoteca di Gubbio, a capodanno del 2012. Approfittando del suo stato di ebbrezza. E per questo il potentino Salvatore Carlucci, Sasà di Mykonos per gli amanti della notte, deve scontare 4 anni di reclusione.
La sentenza è arrivata ieri mattina al termine del processo a carico del noto vocalist e animatore di eventi lucano, e altre 3 persone: il gestore della discoteca in cui si sarebbe consumata la violenza, Gianni Brugnoni, accusato di aver violentato anche lui la minorenne e condannato a sua volta a 4 anni, più altre due persone, accusate di favoreggiamento e tentato favoreggiamento – rispettivamente il fratello del proprietario Marco Brugnoni e Michele Piergentili, per cui il giudice ha inflitto pene rispettivamente di otto e cinque mesi.
Carlucci aveva optato per il rito abbreviato assieme agli altri coimputati, e attraverso il suo legale, Vincenzo Bochicchio, ha sempre respinto le accuse sostenendo che la minorenne era consenziente.
Ma agli atti del processo c’è il terrificante racconto della ragazzina.
«Fui trovata su un divano sopra una chiazza di sangue». Sono le parole raccolte nel verbale redatto il 3 gennaio 2013 al commissariato di Spoleto.
«Mentre stavamo ancora consumando delle bevande giungeva Sasà ( Salvatore Carlucci, ndr) alla ricerca di una sigaretta e nella circostanza mi prendeva per mano e mi portava fuori nel retro del locale». Prosegue la sua descrizione di quanto accaduto, rilanciata da Francesca Marruco di Umbria24.
«Nella circostanza la mia amica che si trovava nel salone, dalla finestra si accorgeva che Sasà mi stava portando in camera sua trascinandomi per un braccio. Io non ricordo nulla di quello che diceva. Nell’occasione ho cercato di divincolarmi ma non ci riuscivo in quanto mi sentivo molto stordita. Una volta in camera ricordo solo che mi sfilava le mutandine di colore rosso e che lui non aveva la maglietta, successivamente mi sdraiava sul letto e abusava di me (...) usciti dalla camera, mentre stavamo scendendo le scale mi disse che non dovevo raccontare nulla alla mia amica».
L’incubo della ragazza sarebbe proseguito quella stessa notte incontrando il gestore della discoteca. «Ricordo di essere stata portata da qualcuno nella cambusa e di aver avuto un rapporto di sesso orale con omissis, il responsabile del locale che avevo conosciuto in precedenza». Durante un primo approccio respinto.
La giovane ha spiegato di aver bevuto qualche gin tonic per festeggiare l’anno nuovo e di non riuscire a mettere a fuoco altri dettagli.
Per il pm Carlucci e il titolare della discoteca avrebbero «costretto omissis a subire atti sessuali contro la sua volontà abusando delle condizioni di inferiorità psicofisica della medesima consistenti nello stato di ebbrezza alcolica in cui la stessa versava». Mentre gli altri due uomini li avrebbero aiutati a eludere le indagini: il primo rimuovendo e portando in lavanderia il piumone «al fine di far scomparire le tracce di sangue»; il secondo perché avrebbe «contattato» varie persone «al fine di indurli a mentire e ad omettere di riferire tutto ciò a loro conoscenza al fine di escludere da parte del predetto il compimento di atti sessuali con la stessa».
L’avvocato di Sasà, Vincenzo Bochicchio a Umbria24 si è detto: «dispiaciuto per la condanna subita in primo grado dal mio assisitito e fermamente convinto che verrà assolto in appello».
Alle scorse amministrative del capoluogo Carlucci si era anche candidato come consigliere comunale in una lista civica di centrodestra.

l.amato@luedi.it

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