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Sasà Mykonos si difende
«Non ho stuprato nessuno»

Basilicata

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POTENZA - «Non ho violentato nessuno. Ne ho mille di donne che vogliono venire con me. Quello lì non sono io. Io non ho bisogno di violentare nessuno»
Sta male il giorno dopo la condanna Salvatore Carlucci, Sasà Mikonos per gli amanti della notte: vocalist e organizzatore di eventi “cult” che animano la movida dell’isola più pazza delle Cicladi.
Ma continua a dirsi innocente, e sicuro che alla fine anche i giudici lo riconosceranno. «Nel 2002 sono stato cacciato dalla polizia con l’accusa di aver picchiato dei gay. Mi hanno perquisito casa. Poi sono stato assolto. Passerà anche questa».
Secondo il gip di Perugia avrebbe violentato una ragazza di sedici anni in discoteca. Uno stupro terribile durante una festa di capodanno a Gubbio, per festeggiare l’arrivo del 2013. Sfruttando il suo stato di ebbrezza per qualche drink di troppo. Di qui la condanna a 4 anni di reclusione, che sarebbero 6 senza lo sconto per il rito abbreviato. Una pena relativamente modesta per un reato punito fino a 10 anni. Ma non conta, perché un’accusa fa male, e la sua notorietà ha creato un’eco nazionale sulla vicenda.
Unico sollievo: i messaggi di solidarietà ricevuta. «Sto ricevendo chiamate da tantissime persone che mi conoscono. Sanno che a Mykonos ho salvato centinaia di ragazze ubriache. Qualcuna mi ha persino scritto ricordando quando ci ho provato e mi hanno detto di no. E io in maniera educata ho fatto marcia indietro. Se avessi avuto il vizio di approfittare di ragazze che avevano bevuto troppo non duravo 12 anni lì».
Carlucci nega di aver avuto rapporti sessuali con la ragazza che l’ha denunciato e l’accusa di essersi inventata tutto per «vergogna», dopo una serata finita male. Non nasconde che qualcosa è successo e qualcuno può essersi approfittato di lei, ma ne prende le distanze.
«Io ero lì per suonare in consolle. Ci sono testimoni che mi hanno visto. Quando ci siamo fatti gli auguri è stata lei a baciarmi. E siamo andati a fumarci una sigaretta. Poi sono tornato a lavorare, e lei non era per niente ubriaca».
Quello che è successo dopo è un’altra storia.
«Ero lì con una mia amica di 25 anni, una ballerina, e sono andato a dormire con un altra ragazza. Perché avrei dovuto violentarla?»
Anche l’avvocato di Carlucci, Vincenzo Bochicchio, potentino d’origine ma da tempo residente a Perugia, ribadisce il concetto. «Salvatore Carlucci ha sempre negato con forza di aver avuto qualsiasi tipo di rapporto sessuale con la persona offesa. In ogni caso, le dichiarazioni rese dalla denunciante restano, a parere di chi scrive, assolutamente prive di riscontri esterni sia in relazione alla esistenza del rapporto sessuale avuto con il Carlucci sia in relazione allo stato di alterazione psicofisica causata dall’assunzione di bevande alcoliche che ne avrebbe viziato il consenso. Tutti i testimoni (9), tra cui la migliore amica della denunciante, hanno affermato senza ombra di dubbio che la ragazza, durante i 30/40 minuti in cui è stata vista in compagnia del Carlucci, era assolutamente sobria e non appariva affatto ubriaca».
Assieme a Carlucci sono state condannate altre 3 persone: il gestore della discoteca in cui si sarebbe consumata la violenza, Gianni Brugnoni, accusato di aver violentato anche lui la minorenne poco dopo l’incontro con Sasà, più altre due accusate di favoreggiamento e tentato favoreggiamento – rispettivamente il fratello del proprietario Marco Brugnoni e Michele Piergentili: il primo per aver rimosso e portato in lavanderia un piumone «al fine di far scomparire le tracce di sangue»; il secondo perché avrebbe «contattato» varie persone «al fine di indurli a mentire e ad omettere di riferire tutto ciò a loro conoscenza al fine di escludere da parte del predetto (Brugnoni, ndr) il compimento di atti sessuali con la stessa».

l.amato@luedi.it

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