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Aumenti elargiti senza criterio
Dal dossier del Mef casi di retribuzioni «ad personam»

Basilicata

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AI DIPENDENTI della Provincia tra il 2008 e il 2010 sono stati elargiti aumenti di stipendio “ad personam”. E’ un altro degli elementi sottolineati nel dossier del Mef datato 2013 e ribadito nella documentazione che ha stralciato buona parte delle documentazioni. Con la scusa delle “progressioni orizzontali” facendo due calcoli, su 523 dipendenti totali gli avanzamenti economici sono arrivati per ben 521 persone. Tant’è che il ministero dell’Economia e delle Finanze ribadisce come «non risulta essere assicurata, nelle progressioni economiche realizzate dall’Ente, la selezione meritocratica posta alla base dell’istituto economico in argomento (le progressioni orizzontali)».
In pratica si tratterebbe di premiare i dipendenti meritevoli «attraverso una valutazione seria e rigorosa delle prestazioni e dei risultati conseguiti». Cosa che sembra non essere accaduta e che ovviamente ha comportato delle spese ingiustificate all’interno della Provincia di Potenza. Tant’è che nella relazione del 2013 si parla esplicitamente di carattere «ben poco selettivo (...) lungi dal possedere il carattere selettivo e meritocratico attribuito dal contratto nazionale, esse sono state poste in essere letteralmente ad personam, al fine di consentire l’estensione dei benefici economici ad un contingente di dipendenti ben definito ed individuato, che era stato escluso dalle precedenti progressioni “per mancanza di uno dei requisiti richiesti».
Ed è proprio il problema del requisiti a mettere in allarme il Mef.
La questione è ribadita anche quando si parla di retribuzioni di risultato, ovvero dei premi speciali per incaricati con posizione organizzativa di alta professionalità. I “premi”, in questo caso, sono stati elargiti ma sempre in mancanza di obiettivi prefissati da parte di ciascuna posizione organizzativa. In pratica nonostante venisse elargita una retribuzione di risultato non si è mai capito per quali obiettivi dovesse essere messa in campo.
La questione dei “titoli culturali” inoltre ritorna anche nell’istituzione dell’area delle “alte professionalità”. Qui, con una delibera del 20120 (Lacorazza già presidente” venne approvato il “macromodello organizzativo della Provincia” che ha di fatto istituito l’area delle alte professionalità. Qui, però, c’era anche chi non era in possesso della laurea. La Provincia si difese dicendo che era stata maturata comunque una esperienza lavorativa che giustificasse l’attribuzione di tali incarchi, ma per il Mef non è affatto sufficiente. D’altra parte lo stesso ispettore Giordano nel 2013 rilevò che «tutti i dipendenti incaricati di posizione organizzativa hanno ottenuto la valutazione massima possibile, nella misura di 100 punti su 100». In pratica ad essere premiati sono stati tutti, con attribuzione di punteggio massimo. Anche questo ha, ovviamente, comportato aumenti di spese e non se ne è mai vista l’utilità, oppure tutti i dipendenti di “alta professionalità” sono perfetti?
Nella questione è finito anche il segretario generale Donofrio, che ha ottenuto un aumento di stipendio come “retribuzione di risultato”. Aumento che però sembra mancare di motivazioni che ne dimostrino l’attribuzione e il riconoscimento. Correva l’anno 2009.

(continua)

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