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Il monito di Sel: «Giù le mani da Matera 2019, è un risultato di tutti. Deve restare fuori dalla campagna elettorale»

Basilicata

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«GIÙ le mani da Matera 2019, il dossier è la nostra stella cometa. Si può migliorare ma non sconvolgere». Un monito in questo senso arriva in queste ore anche da Sel con il consigliere comunale Raffaele Cotugno che non esita a prendere posizione a difesa del dossier e del percorso fatto anche perchè sconvolgere la strada avviata potrebbe avere conseguenze anche molto pericolose sotto il profilo della realizzazione degli obiettivi che la città si è data. Ma questo è oggi soprattutto un dibattito da campagna elettorale teso a mettere in evidenza le priorità che Matera dovrà cogliere nelle prossime settimane.
«Si sta mettendo in discussione il dossier costruito per il percorso che ci ha visti vincitori come capitale della cultura 2019.        
E’ bene ricordare che Bob Palmer, ci ha detto a chiare lettere che la stella cometa da seguire per mantenere il titolo di Matera Capitale della Cultura 2019 è il dossier che è stato presentato, pena la decadenza del titolo stesso» ricorda Cotugno menzionando le parole di Palmer nell’ultimo Consiglio comunale. 
«Ovviamente ci sono margini di miglioramento, ma non se ne può sconvolgere l’impalcatura. Matera Capitale della Cultura non può essere usata in maniera demagogica in una campagna elettorale che si  preannuncia infuocata.
Credo che il titolo non può avere odori, sapori, colori particolari, esso è patrimonio di tutta la città, di tutta la regione, di tutto il sud, di tutti coloro che hanno collaborato per il raggiungimento dell’obiettivo e tutti abbiamo il dovere affinché il 2019 veda questa città all’altezza delle altre capitali europee.
Tutto ciò impone uno sforzo collettivo, impone una idea di politica che guardi al bene comune e non ai personalismi, impone che il prossimo governo cittadino a prescindere da chi vincerà quando parlerà di Capitale della Cultura non sia chiuso nell’alveo della sua maggioranza, ma tenga conto delle istanze e delle idee da qualunque parte suggerite».
Ritorna dunque il tema e l’idea di tenere Matera 2019 fuori da una bagarre politia che rischia di pregiudicare il risultato e il percorso fatto.
«E’ in gioco una partita troppo grande per il futuro di questa città, di questa regione, di questo sud sempre più povero e vecchio visto che i nostri giovani vanno via in cerca di fortuna e vorrei ricordare che l’attuale emigrazione è caratterizzata per la maggior parte da giovani laureati.
Vorrei richiamare tutti a quel senso di responsabilità che pure ci ha caratterizzato nessuno escluso per il raggiungimento della vittoria ottenuta. Bisogna quindi lavorare e anche in maniera molto celere. Il 2019 è dietro l’angolo e ci sono tantissime cose da mettere a sistema, penso alle infrastrutture, all’università, al museo demoetnoantropologico, ai contenitori culturali, ai percorsi e alla gestione degli antichi rioni, penso ad una idea della città urbanisticamente compatibile con la vita delle persone e quindi favorire la riqualificazione piuttosto che il consumo di suolo, penso ad una città che ha lo sguardo lungo su tutta l’aria murgiana, su tutto il sud, sulla nazione e sull’Europa. Questi solo alcuni dei tanti temi da tenere in considerazione a prescindere dalle appartenenze politiche, cose queste ben definite nel dossier che ovviamente possono essere solo migliorate ma non stravolte. Auspico pertanto» conclude Cotugno, «che intorno a Matera Capitale della Cultura ci sia solo tanta voglia di lavorare e di mettere in atto il percorso indicato nel dossier che ci ha consentito di vincere, con grande senso di responsabilità e rispetto per il futuro della nostra città e dei nostri figli»

 

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