Salta al contenuto principale

L’allarme della Dna non trova adesioni
«Non siamo l’Expo né le Olimpiadi»

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 17 secondi

MATERA - «Non ci culliamo sugli allori, l’attenzione è continua». Il Prefetto Antonella Bellomo affida a una conferenza stampa (al termine della seduta del Comitato per l’Ordine e la sicurezza), il commento dopo l’allarme lanciato dalla Direzione nazionale antimafia sul rischio di infiltrazioni delle cosche nella città dei Sassi e in provincia. Accanto a lei il sindaco Adduce, il Questore Stanislao Schimera, il comandante provinciale dei carabinieri Roberto Fabiani, quello della Guardia di Finanza, colonnello Pantaleo Cozzoli e del Corpo forestale, Francesco Alberti. C’è voglia di chiarire i termini di una vicenda che rischia di fornire il volto di un territorio che non corrisponde alla realtà delle cifre. In poche ore, si comprende dai volti di tutti i presenti, Matera ha rischiato di diventare il luogo in cui cosche e organizzazioni criminali stanno cominciando ad annidarsi.
«La criminalità ha ben altro a cui pensare - dice Adduce. I dati del Centro elaborazione interforze fanno il resto: nel periodo compreso fra tutto il 2014 e il 31 gennaio scorso, i reati denunciati hanno registrato una riduzione pari al 7,76%, a fronte di una attività di prevenzione e repressione in aumento pari al 15%. Gli autori di 1653 reati sono stati scoperti, dei quali 1498 denunciati e 155 hanno condotto ad arresti.
«I furti nelle abitazioni, in aumento in tutta Italia - chiarisce la Bellomo - a Matera e in provincia diminuiscono. Siamo passati da 360 a 263 casi». Stesso destino anche per gli scippi che sono scesi da 19 a 6. In quanto, poi, a reati come gli incendi e i danneggiamenti che si sono verificati in particolare nel Metapontino «Sono diminuiti da 131 a 51». Nessuna denuncia su casi di usura che, come ha spiegato ancora il Prefetto, indica purtroppo una scarsa sensibilità civile ma su cui si sta cercando di intervenire con attività di sensibilizzazione .
Numerose le operazioni condotte con successo dalle forze dell’ordine contro spaccio e consumo di stupefacenti, a conferma che l’attenzione rimane alta.
«Questo territorio non è a vocazione criminale, perchè c’è una presenza massiccia di tutte le forze dell’ordine - spiega anche a nome dei colleghi, il Questore Stanislao Schimera che sottolinea il valore degli uomini, pur con evidenti riduzioni di organico.
«I dati vanno letti nel loro complesso, se pensiamo a poco meno di 5000 reati in un territorio provinciale composto da 200 mila abitanti. I risultati non dipendono dall’intervento divino, ma dal lavoro delle forze dell’ordine». Schimera ci tiene a snocciolare altri dati, per fornire il quadro reale della situazione: «Le rapine sono passate da 28 a 18 in provincia, anche i reati informatici sono diminuiti da 69 a 34, segno che la nostra attività di sensibilizzazione nelle scuole da’ buoni risultati. Le forze dell’ordine ci sono, e nessuno deve insegnarci nulla - conclude. L’elenco è lungo, le cifre sono tante e, come aggiunge il sindaco Adduce: «Di Matera 2019 si parla molto e come è facile che accada, se ne parla anche a sproposito. Noi comunque non siamo l’Expo nè le Olimpiadi. La Dna forse commette un errore di valutazione; noi non costruiremo nuove strutture, grandi infrastrutture, proseguiremo i lavori da svolgere dei quali molti sono già finanziati. Non costruiremo un’altra città. Se la Dna analizzasse i problemi legati a delinquenza e criminalità come ha fatto con Matera, rischierebbe di non ottenere risultati. So che è una valutazione dura, ma è quello che penso. Nessuno di noi si ritiene immune da rischi, ma l’attenzione è alta e manteniamo con severità il rispetto delle norme anticorruzione e per la trasparenza».
L’incremento del 51% delle presenze negli ultimi cinque anni e del 116% di stranieri che hanno soggiornato in città, sottolinea ancora Adduce, non lascia spazio ad ulteriori repliche.

a.ciervo@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?