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Adduce confermato candidato
Il Pd scioglie il nodo

Basilicata

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MATERA - Il Pd si ferma “ad un metro dall’intesa” ma Antonio Luongo dà il via libera alla candidatura di Salvatore Adduce a sindaco di Matera con la presa d’atto al termine di una lunga e a tratti accesa direzione dell’area Antezza che ha partecipato ai lavori, iniziati poco prima delle 20 con circa due ore di ritardo.
L’area renziana di fatto si spacca perchè altre componenti decidono di non presentarsi in Direzione, il vulnus sui poteri del Comitato paritetico rimane e Braia e gli altri componenti della sua area possono alla fine solo prendere atto della relazione di Luongo che assume a sè la volontà di una maggioranza che si era espressa per la candidatura di Adduce. «Non posso più tenere ingabbiata questa candidatura, ci sono delle esigenze, quindi oggi andiamo avanti con questa verifica di uno stato di cose» ha concluso il segretario regionale che ha fatto un lungo excursus sulla situazione del partito e sul momento straordinario che ci si è trovati a dover affrontare. Luongo ha sottolineato anche la determinazione «a cercare di trovare una soluzione con tutte le parti che compongono il partito anche quelle che non ci sono, che non ritengo fondamentali ma certamente importanti e che cercheremo di riportare attorno al ragionamento che è stato aperto.
Non ho ben capito per esempio quale sia stato il problema sulla Fondazione dove era di tutta evidenza che dovevamo aprirci e andare oltre cercando di raccogliere in quel luogo le migliori risorse possibili per poter elevare il compito della città di Matera».
«Il lavoro fatto in questi giorni è stato proficuo, inaspettato anche se ancora manca qualcosa per arrivare ad un risultato. Noi abbiamo avuto oggi un vero e proprio commissariamento di questo partito con il segretario cittadino che ha rimesso il suo mandato nelle mie mani ma non si può procedere ugualmente con una direzione, non è nei poteri del segretario regionale. E’ chiaro che il comitato paritetico che andrebbe a gestire il partito è di gestione politica e non muscolare, ha compiti di rappresentanza che fanno comunque riferimento al segretario regionale. Così come dico che l’autoconvocazione di una Direzione sarebbe in contrasto con il segretario regionale».
Nelle fila renziane è arrivata la presa di posizione di Luca Braia che ha sottolineato la volontà di discutere «nelle sedi e negli organismi preposti, evitando qualsiasi riferimento artificioso o specioso sui motivi delle scelte in questo momento. Io credo che la cosa più importante che manca oggi in questo partito è quel rapporto di fiducia che attraverso le scelte e le proposte che abbiamo fatto tentiamo di ripristinare. Io riconosco» ha aggiunto Braia, «il ruolo di centralità che Matera avrà sempre di più ma in questi mesi e in questo partito sarebbe stato necessario che ci fosse più protagonismo e più coinvolgimento, sentimenti che in realtà non si sono avvertiti. Abbiamo cercato di evitare azioni divisive ed esclusive per indicare una rotta di cambiamento da dover percorrere.
In qualche caso abbiamo anche ventilato l’ipotesi di poterci aprire alla società civile recuperando una base di dialogo vero che si poteva comunque rafforzare».
La discussione con diversi interventi è proseguita in maniera proficua, a tratti accesa soprattutto nel corso dell’intervento del segretario dimissionario Cosimo Muscaridola, per alcune ore fino alla presa di posizione finale di Luongo.
Qualche minuto prima Roberto Cifarelli aveva convenuto su una serie di punti che erano stati evidenziati e soprattutto sulla necessità di un dialogo vero all’interno del Partito che in questi mesi e per motivi diversi era mancato. Alla fine della discussione due rimanevano i punti che ancora lasciavano distanti le posizioni. Il primo è il ruolo del comitato paritetico i cui poteri solo politici e di rappresentanza non garantiscono sufficientemente i renziani, il secondo la possibilità di dare un voto favorevole alla candidatura di Adduce e non l’astensione. In entrambi i casi la decisione di Luongo ha superato gli ostacoli, la discussione interna dovrà probabilmente proseguire ancora. Il via libera al segretario regionale non supera i nodi e non elimina le distanze ma intanto Adduce è certamente ed ufficialmente il candidato del Pd e da oggi può partire senza dubbio la sua campagna elettorale.

p.quarto@luedi.it

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