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Questione ex Cip Zoo
I “parchigiani” ottengono il sì dal Comune

Basilicata

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POTENZA - Da ieri c’è anche l’impegno formale del Comune di Potenza. Dopo aver ottenuto il placet, nell’ottobre 2014, della Regione Basilicata a cedere, a titolo gratuito, i suoli dell’area ex Cip Zoo, il comitato spontaneo dei ‘Parchigiani’ è riuscito ad ottenere il benestare dal sindaco De Luca, assessore ad interim all’Ambiente, Energia, Parchi e Sanzioni amministrative. Ascoltati in sesta commissione, i rappresentanti del Comitato hanno ottenuto l’impegno formale del primo cittadino di Potenza “affinché si modifichi il Piano regolatore e si faccia pressione sulla Regione Basilicata per far diventare effettiva la legge proposta e poi approvata per la cessione dell’area”. Quella della riqualificazione dell’ex suinicola lucana è una storia che va avanti da anni. Era il 2012, infatti, quando il Comitato cittadino a sostegno del progetto dello studio Wop “per realizzare un grande parco nell’immediata periferia del capoluogo di regione” cominciò a muovere i primi passi. Il gruppo dei ‘Parchigiani’ ha, da allora, avviato una serie di azioni volte a fare pressione sulle istituzioni e a tenere vivo l’interesse dei potentini per la questione. La raccolta di circa 13mila firme, il coinvolgimento delle attività commerciali e uno spot realizzato dal trio “La Ricotta” sono stati i passi iniziali compiuti dai cittadini impegnati per dare vita a “questo grande esperimento di democrazia partecipata”. I ‘Parchigiani’ immaginano alberi al posto del cemento, un luogo d’incontro che permetta lo svago e l’attività fisica, il relax e l’organizzazione di eventi. Questo in sostanza il progetto del grande parco cittadino realizzato dai giovani professionisti dello studio di progettazione Wop. Si tratterebbe di realizzare su una superficie complessiva di 87mila metri quadrati un prato con piste da jogging, un anfiteatro naturale per l’attività fisica e la realizzazione di spettacoli, un laghetto con fitodepurazione, area giochi e relax, area sport con campetti polivalenti da pallavolo e basket, orti, giardini, skatepark per gli amanti delle evoluzioni e ‘piccole dolomiti’ per l’arrampicata. Un ampio spazio dunque che dall’abbandono e dal degrado totale passerebbe, dopo 25 anni, alla rivitalizzazione al servizio della città e del suo hinterland. Il consiglio regionale lo scorso agosto aveva deliberato a favore dell’approvazione della proposta di legge con cui la Regione può cedere al comune di Potenza il terreno della ex Cip Zoo proprio per la realizzazione del parco anziché venderlo a scopo speculativo. Da allora, però, più nulla era stato fatto. Il Comune, preso da dissesto finanziario e problematiche varie, non era riuscito più ad occuparsi della vicenda. “In questo marasma generale - hanno spiegato i ‘Parchigiani’ a margine dell’audizione di ieri mattina in Sesta Commissione comunale - prendere l’impegno formale per portare avanti un progetto di riqualificazione simile porterebbe benefici alla stessa amministrazione”. Dopo decenni, dunque, la storia dell’ex Cip Zoo, iniziata quando furono dismesse le aziende impegnate nell’allevamento e macello maiali, potrebbe terminare nel “migliore dei modi”. “In questi anni - ha dichiarato il portavoce dei ‘Parchigiani’, Pierfrancesco Barba - tanti avrebbero voluto mettere le mani su questo terreno pianeggiante di quasi 9 ettari. Tra essi, com’è facile immaginare, costruttori di abitazioni, di cittadelle del sapere o di attività commerciali. Ma oggi l’area, di per sé votata ad essere luogo di svago e relax in quanto collocata a ridosso del fiume Basento, potrebbe finalmente vedere l’inizio di una nuova era”. Dopo il forte impegno triennale dei cittadini a sostegno dell’iniziativa, ora la palla passa alla politica “che ha l’obbligo - ha continuato Barba - di concretizzare gli impegni presi”. De Luca intanto, ieri mattina, ha assicurato il suo interesse per la vicenda promettendo di premere sulla Regione Basilicata, “solo dopo questo atto - ha concluso il portavoce del comitato cittadino - si potrà ragionare sul reperimento dei fondi necessari”. A quanto pare servirebbero circa 5 milioni di euro per la realizzazione del progetto. Soldi che potrebbero essere attinti dai fondi vincolati dell’Unione europea.

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