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Reddito minimo di inserimento e carta idrocarburi
La Cgil: «Deve essere strutturale non una tantum»

Basilicata

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POTENZA -“Stop” della Cgil alla polverizzazione delle risorse del Fondo idrocarburi. A due giorni dalle dichiarazioni del presidente della Regione, Marcello Pittella, in Consiglio regionale, la Cgil di Basilicata - guidata dal neo segretario regionale Angelo Summa - chiede al governatore di mantenere gli impegni: «Si utilizzino le risorse della rimodulazione della carta carburanti per rendere strutturale e non emergenziale il Reddito minimo di inserimento». Non solo. La Cgil ammonisce la Regiona a evitare «gli interventi “spot”».
In buona sostanza la nota della Cgil parte così: «Ha ragione il Presidente della Regione quando parla di un’epoca complessa e di un 2015 che rischia di diventare drammatico. Ha ragione anche a parlare di senso di responsabilità e necessaria condivisione. E ha ragione pure quando parla in termini positivi dell’accordo raggiunto con il Ministero dello Sviluppo economico, accordo di cui il sindacato è stato protagonista. Purché alla fine si tengano in altissima considerazione due elementi imprescindibili».
Il sindacato di Angelo Summa, spiega quindi i due principi da cui non si prescinde: «Il primo: il disagio che vivono migliaia di persone, e sempre di più ogni settimana che passa, non è argomento che può lambire le contrattazioni politiche e le solite strategie interne ai partiti per la divisione di postazioni e incarichi. Non si deve e non si può (in una fase come questa che il presidente Pittella indubbiamente conosce) correre il rischio di innescare il minimo dubbio in merito. Il secondo elemento che non deve essere dimenticato è: l’accordo che la Regione Basilicata ha sottoscritto con il Mise sulla rimodulazione del “Fondo idrocarburi” deve avere un obiettivo preciso. Obiettivo ben delineato nella concertazione siglata a dicembre 2014 tra Cgil, Cisl e Uil e il governo della Basilicata dove veniva annunciata la volontà di sostenere quella parte dei lucani più in difficoltà attraverso l’utilizzo dei fondi rinvenienti dal decreto legge n. 133-2014 per finanziare il “Reddito minimo di inserimento”. Reddito minimo di inserimento che non può diventare un corollario. Si tratta di una straordinaria misura che nasce nelle intenzioni per dare un sostegno al reddito a coloro che hanno perso il diritto alla mobilità in deroga e più in generale agli espulsi dal mondo del lavoro privi di ammortizzatori sociali e ai senza reddito. Una misura che oggi deve tradursi nella fase attuativa nel rispetto dell'accordo del 2 dicembre. Perché la lotta al disagio sociale non è un capitolo tra i tanti ma l’obiettivo primario da perseguire e vincere».
La Cgil di Basilicata quindi ribadisce: «Bene l’accordo con il Ministero dello Sviluppo economico che libera definitivamente a favore della Basilicata risorse economiche nella misura di 130 milioni a valere sulle produzioni legate alle attività estrattive del 2013 e 2014. Ma deve essere chiaro che i sindacati non consentiranno di commettere gli errori del passato. Eventuali “amnesie” del governo regionale saranno contrastate in tutte le sedi fino al ricorso anche alla mobilitazione. Sarebbe, infatti, un peccato non veniale eccedere in una polverizzazione delle risorse per andare a finanziare tutto e il suo contrario, come è stato fatto fin ora. Il contesto è chiaro: dei 130 milioni (somma di due annualità) del Fondo Idrocarburi, il 20% è vincolato per finanziare la social card. Restano quindi a disposizione poco più di 100 milioni dei quali 40 devono servire per il “reddito minimo di inserimento”. Il problema però non è l’oggi ma il domani. Cosa accadrà tra 12 mesi quando le risorse saranno dimezzate e la Regione non potrà disporre di 130 milioni annui ma solo della metà? Le attività estrattive del 2015 produrranno un gettito preventivabile in una cifra tra i 65 e i 70 milioni di euro. Considerato che il 20% rimarrà vincolato per la social card (dai 13 ai 14 milioni) risulta evidente che la continuità del Reddito Minimo di Inserimento si garantirà solo con l’utilizzo del restante 80 per cento quasi totalmente su questo».
Angelo Summa quindi va dritto alla sostanza non facendo sconti: «Nella relazione resa nella seduta consiliare dello scorso 7 marzo il presidente della Giunta ha purtroppo sorvolato il tema principale: come rendere strutturale e definitivo l’utilizzo del Fondo Idrocarburi per tamponare il disagio sociale e le migliaia di famiglie che vivono ben al di sotto del livello di povertà. Sia chiaro: non contestiamo le misure per il risparmio energetico o per il sostegno alle imprese ma, ci sono altri canali con cui finanziare tali misure a partire dalla nuova Programmazione dei Fondi Europei. Il punto qualificante dell’accordo tra Cgil, Cisl e Uil con la Regione era, e resta, il Reddito minimo di inserimento e non si può pensare di riaprire la trattativa ogni anno con le parti sociali. Ai beneficiari del Reddito va assicurata una continuità non legata alle contingenze. Perché quando Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto l’accordo con il presidente della Regione l’obiettivo era quello di rimodulare i fondi per depotenziare uno strumento, la card carburanti iniqua e ingiusta che premiava tutti senza distinzione tra ricchi e poveri».
Da qui il monito conclusivo della Cgil di Basilicata: «Per noi il Reddito minimo di inserimento rimane il punto di svolta e deve essere un dato acquisito per tutti gli anni a venire che non si preannunciano (al netto dei proclami del Governo Renzi) facili. Per questo chiediamo al presidente Pittella il rispetto dell'accordo e con i sindacati e dare immediata attuazione. Basta con le incertezze».

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