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Si salva Potenza
o si sfascia il Pd?

Basilicata

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POTENZA - I più ottimisti avevano immaginato una seduta lampo, durata giusto il tempo di rinviare l’approvazione del bilancio comunale riequilibrato, così come proposto dal sindaco De Luca. Con discussione spostata alla prossima seduta, quando sarà pronta la delibera di Giunta, con cui la Regione si dice disponibile a garantire la copertura su quattro anni. E, invece, anche quella di ieri si è rivelata un’assemblea più complicata del previsto, in cui sono emerse tutte le tensioni del momento, con tanto di colpo di scena. Che la proposta illustrata venerdì scorso dal viceministro dell’Interno avesse trovato qualche resistenza era legittimo aspettarselo, più che altro tra le forze di opposizione. Ma a non votare la cosiddetta operazione Bubbico, potrebbe essere la consigliera del centrosinistra, non iscritta al Pd, ma vicina al senatore Margiotta, Alessandra Sagarese. La consigliera eletta con “Insieme si cambia”, nella seduta di ieri, ha espresso le proprie perplessità sulla fattibilità tecnica del provvedimento.
Al termine di una mattinata di lavori non proprio tranquilla. Segno evidente che le rassicurazioni giunte dal viceministro Bubbico non sono bastate a sedare tutti gli animi. Anzi, proprio gli interventi politici che si sono susseguiti nella seduta aperta dello scorso venerdì hanno contributo a seminare qualche dubbio. E, terminati i toni solenni di quella che è sembrata una vera e propria parata istituzionale, ieri, in aula sono riemerse nuove divergenze e soprattutto preoccupazioni. Due su tutte: quanto sia tecnicamente fattibile la soluzione prospettata dal viceministro (con le ovvie responsabilità che ne conseguono per i consiglieri) e soprattutto quale peso avrà il regolamento di conti interni al Partito democratico sulla riuscita dell’impresa. A sollevare per primo la questione, facendo seguito alle perplessità già sollevate in una precedente nota stampa, il consigliere dei Popolari Uniti, Sergio Potenza. Subito dopo la relazione del sindaco De Luca, il consigliere ha proposto una mozione urgente condivisa da tutto il Consiglio. Un atto con cui si tornerebbe a chiedere alla Regione il rispetto degli impegni precedenti: un sostegno immediato di 10 milioni di euro e la restante parte con tre tranche in tre anni. Soluzione a cui il presidente Pittella si è già detto indisponibile. Ma, per il consigliere Potenza, più che di mancanza di risorse si tratta di «un gioco delle parti» che si sta facendo sulle pelle dei cittadini, considerando che l’arrivo del commissario sarebbe ancora più doloroso per tutta la città. Poi chiarisce ancora meglio: «Ho come la sensazione che si stia ancora giocando al rimpallo di responsabilità. Non posso credere che la Regione con un bilancio da tre miliardi di euro trovi reali differenze tra tre o quattro anni, soprattutto se si considera che la “multa” per lo sforamento del patto di stabilità dovrebbe essere ridotta. Ma il Consiglio comunale, a mio avviso, non può dimenticare che la vera priorità è salvare Potenza. Per questo dovrebbe condividere la mozione per impegnare la Giunta sull’impegno principale, e poi, solo in un secondo momento puntare sulla soluzione “subordinata” illustrata da Bubbico». Sulla richiesta di Potenza, sono Giampiero Iudicello e Roberto Falotico a chiedere una sospensione dei lavori, perché il centrosinsitra abbia il tempo di ragionare sulla proposta. Seguono più di tre quarti d’ora di animata discussione dei consiglieri di maggioranza. I lavori in aula riprendono, ma Potenza rinuncia a presentare la sua mozione. Almeno per ora. «Lo farò da solo, nelle prossime ore», annuncia. Nel frattempo, il presidente Petrone fa votare la proposta De Luca di ritiro del bilancio, per rinviarlo alla prossima seduta. E, nelle dichiarazioni di voto, a gettare fango contro l’operazione del Pd ci pensa il consigliere Michele Cannizzaro: «La seduta di oggi e quella di venerdì dimostrano che stiamo pagando ancora le faide che si consumano dentro al Partito democratico e al centrosinistra. In queste ore ho sentito parole vuote e inutili. Non c’è nessun atto concreto. Nessuna assunzione di responsabilità. Mi sarei aspettato un bagno di umiltà e un atto risarcitorio per i danni fatti alla città. E invece siamo di fronte al solito regolamento di conti interno». La linea di Cannizzaro è chiara: «Quella proposta da Bubbico è una soluzione contro legge che io non voterò mai». Coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, il segretario e capogruppo Pd, Giampiero Iudicello, In una risposta che sembra ancora indirizzata al senatore Margiotta: «Termini come bluff, contra legem, non si addicono a questa aula consiliare. L’unico obiettivo che si persegue è quello di portare un contributo positivo alla città di Potenza. Sono convinto che la regione debba fare il massimo per la città di Potenza». Se questi soldi non ci sono è un bluff presentare un bilancio senza che questi soldi ci siano e impegnarci per trovare altre strade». Risultato: proposta di rinvio approvata, con una sola astensione. A fare eccezione è proprio la consigliera di “Insieme si cambia”, Alessandra Sagarese. «Ho voluto sottolineare la mia personale preoccupazione - spiega nella dichiarazione di voto - affinché, nell'esercizio di funzioni pubbliche, si presti la massima attenzione all'osservanza delle regole tecniche che presiedono la formazione di un bilancio». Osservazioni tecniche che lasciano presumere un voto negativo a un documento finanziario basato su norme da approvare e non ancora approvate. «Non credo - spiega - che la redazione di un documento contabile esclusivamente subordinata ad una futura previsione normativa di rango nazionale, ad oggi non ancora in vigore, sia tecnicamente corretta e salvifica per l'ente». Insomma, la consigliera del centrosinistra sembra mettere in discussione tutta l’operazione. Rinviando il proprio voto favorevole a un documento di bilancio «aderente alle leggi applicabili». Precisa: «Sul fatto che tutti vogliano salvare Potenza, è fuori da ogni dubbio». Ma resta una questione di fattibilità tecnica, dicevamo. Ma la circostanza che a dichiararlo sia la consigliere vicina al dirigente del Pd che più degli altri aveva fatto emergere l’iter non proprio scontato dell’operazione Bubbico, non è forse proprio ininfluente.

m.labanca@luedi.it

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