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Potenza attende risposte
sul bilancio e sul pozzo di Montegrosso

Basilicata

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POTENZA - E’ attesa per questa settimana la delibera di Giunta regionale, che potrebbe essere approvata nella seduta che si terrà domani, necessaria per l’approvazione del bilancio del Comune di Potenza.
Com’è ormai noto, l’atto ufficiale di viale Verrastro dovrebbe consentire al capoluogo di programmare il risanamento complessivo dell’Ente in quattro anni, sempre che venga approvato a Roma l’emendamento che concede maggior respiro alle città in dissesto, così come spiegato dal viceministro Bubbico nel corso del consiglio comunale aperto dello scorso 24 aprile.
La delibera è comunque fondamentale per l’approvazione del bilancio pluriennale perfettamente riequilibrato da parte del Consiglio potentino, che subito dopo gli impegni assunti dalla Giunta Pittella dovrà riunirsi per discutere il documento.
Ma nel frattempo l’attenzione è concentrata sulle ultime questioni che riguardano il pozzo petrolifero di Montegrosso, dopo le “rivelazioni” del deputato Folino.
Relative al presunto pressing che avrebbe esercitato l’ambasciata inglese per gli interessi della inglese Rockhopper, la società titolare della concessione del pozzo esplorativo nel comune di Brindisi, sullo Sblocca Italia.
Un retroscena inedito, quello raccontato dal deputato Dem, che è andato a incastrasi con l’altro allarme lanciato qualche ora prima dal deputato di Forza Italia, Cosimo Latronico, sulle spinte centralistiche esercitate da Roma in fatto di petrolio.
Insomma, la bomba sulle estrazioni lucane è esplosa, di nuovo. Tanto da distrarre rispetto alla polemica che ha tenuto banco nelle ultime settimane, cioè quella sui conti del Comune di Potenza.
Una cosa è chiara: sulla vicenda, ora, tutti, vogliono vederci chiaro. Dopo il consigliere regionale ed ex sindaco di Potenza Vito Santarsiero e il consigliere comunale Fernando Picerno, interviene anche il segretario della Dc Liberats, Giuseppe Potenza.
Rilancia la sollecitazione ad attivare il tavolo della trasparenza sul petrolio (sulla scorta di quanto già fatto per il nucleare) istituito dalla ultima legge di Stabilità regionale 2015 e che «il Mise ignora e a meno che non vorrebbe istituirne un altro».
«Diventa sempre più difficile - commenta Potenza - discutere di impatto delle attività del petrolio sulla salute dei cittadini, sull’ambiente, il territorio, la compatibilità con agricoltura e turismo quando, come fa Folino, si agitano spettri di complotti diplomatico-affaristici.
Complotti – precisa il segretario DC – rafforzati dai contenuti dello Sblocca Italia e dall'evidente atteggiamento centralista del Governo che ha avocato ogni competenza e funzione».

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