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Analisi Arpab sui fanghi nel fiume Cavone
«Non c'è traccia di presenza di idrocarburi»

Basilicata

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PISTICCI - Com’era stato ampiamente anticipato dai prelievi di un laboratorio analisi di Marconia, ieri anche l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale di Basilicata (Arpab), ha reso noti i risultati dell’esame sui campioni di sedimento argilloso, rinvenuti nei pressi della foce del fiume Cavone a Marina di Pisticci, venerdì 8 maggio.
Si ipotizzava che il colore scuro della sabbia (“fanghi neri”), fosse stato causato da inquinamento di tipo estrattivo petrolifero. La questione del possibile inquinamento da idrocarburi nelle spiagge di Pisticci, era stata sollevata da alcuni articoli pubblicati su di un organo di informazione online, poi ripreso dal “Fatto quotidiano”, che ha portato l’allarme, ancora senza alcun fondamento scientifico, all’attenzione dell’intero Paese.
Invece, «le analisi eseguite sul campione in esame -certifica l’Arpab- non hanno evidenziato presenza di idrocarburi e relativamente alla presenza di metalli pesanti nei sedimenti fluviali (tra cui mercurio, nichel e piombo) la normativa vigente (D.Lgs 152/2006) non prevede concentrazioni limite». I tecnici Arpab precisano, altresì, che le concentrazioni riscontrate per i metalli analizzati, rientrano ampiamente nei limiti di cui al D.Lgs. 152/ 2006, «per i valori limite di concentrazione nel suolo e nel sottosuolo dei siti destinati ad uso verde pubblico, privato e residenziale».
Una dimostrazione, semmai ce ne fosse bisogno, che la spiaggia di Marina di Pisticci, quest’anno ribattezzata tra le 16 in Italia “a misura di bambino”, resta pulita e sicura. Quindi, quei fanghi di colore apparentemente scuro, sono probabilmente il risultato della decomposizione naturale di vegetazione fluviale, trasportata dalla recente piena del Cavone fino all’arenile.
Il colore verdastro scuro, potrebbe essere verosimilmente frutto di processi naturali, quindi innocui.
Peraltro, il cronista del Quotidiano, Roberto D’Alessandro, si è ripetutamente recato sul posto, per verificare le notizie di cattivi odori avvertiti, non notando nulla di anomalo o maleodorante.
Di certo, con l’estate alle porte e una stagione turistica che, tra mille difficoltà, cerca di partire, la diffusione di notizie infondate, come è risultata essere questa, non giova a nessuno.

a.corrado@luedi.it

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