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Aspettando il decreto con lo spalma-debiti
l’attenzione è sul risiko della maggioranza

Basilicata

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POTENZA - La volontà diffusa è quella di portare il decreto Enti Locali al vaglio del consiglio dei ministri nelle prossime ore. Ma certezze non ve ne sono: già altre volte l’agenda del Governo Renzi si è piegata ad altre priorità.
Così Potenza e altri 180 comuni restano in attesa di un provvedimento che potrebbe facilitare parecchio la stesura dei bilanci e il superamento di importanti crisi finanziarie. Al comune potentino (in dissesto da novembre) interessa in particolare l’opzione spalma-debiti, la possibilità, cioè, di dilazionare il recupero del deficit in cinque anni anziché nei tre previsti attualmente. Ora, sia il bilancio di previsione comunale, sia l’impegno economico assunto dalla Regione Basilicata verso il capoluogo (42 milioni di euro) sono stati tarati su cinque anni, come se la norma fosse già in vigore. Quell’approvazione è l’unica condizione che può legittimare la previsione.
Mentre lo sguardo resta diretto a Palazzo Chigi, a Palazzo di Città la discussione si rivolge all’interno, al prossimo rimpasto di governo cittadino.
Il dibattito più o meno ufficiale delle scorse settimane ha collegato la definizione di un nuovo equilibrio politico all’esito del voto sul bilancio - passato a maggioranza, con il voto contrario di M5S, di Scelta Civica, un pezzo del Pd e un pezzo del centrodestra. Ma è difficile, per quanto ingarbugliato il quadro politico, immaginare che il sindaco De Luca possa indicare un nuovo esecutivo in pochi giorni. Le variabili da comporre sono molte.
La prima, la più delicata, quella sui confini della maggioranza: Fratelli d’Italia e la civica Per la Città, sostenitori di De Luca dal primo turno, hanno approvato il bilancio dettando alcune condizioni. Una soluzione di governo utile alla città, purché non si tratti di governare con il Pd o, in generale, con «chi rappresenta il sistema di potere» criticato e contestato fin dalla campagna elettorale.
Sul fronte opposto anche il centrosinistra ha delle rivendicazioni importanti. Il capogruppo del Pd Gianpiero Iudicello durante il dibattito sul bilancio è stato chiaro: «Ci interessa dialogare con il sindaco De Luca, non con Fratelli d’Italia». Il sostegno dei consiglieri renziani più vicini al governatore Pittella è scontato da tempo. Mentre il «no» al bilancio dei consiglieri più vicini all’ex sindaco Santarsiero (Lucia Sileo, Gianpaolo Carretta e Nicola Lovallo) segna una spaccatura nel partito che, probabilmente, arriverà alla resa dei conti al congresso. A meno che nelle prossime ore si tenti un dialogo interno al partito per allentare lo strappo.
Nella composizione del prossimo esecutivo c’è anche un fattore “tecnico” da gestire, le quote rosa. In una giunta di nove assessori, devono essere almeno tre le donne. Se, come sembra, De Luca opterà per una giunta di interni, l’aria renziana punterebbe su Donatella Cutro, mentre il gruppo di Insieme si cambia, vicino alle posizioni del deputato Roberto Speranza, potrebbe proporre Bianca Andretta. In casa dem c’è anche Alessandra Sagarese, vicina al senatore Margiotta: la consigliera, che si era detta contraria all’impostazione tecnica del bilancio, era assente nel consiglio dedicato al conto economico.
Anche il sindaco De Luca potrebbe farsi carico di una quota rosa tra le postazioni che gli spettano. Da poco De Luca ha trasferito alcune deleghe importanti ad Annalisa Percoco, assessore in carica fin dall’inizio della consiliatura, apprezzata anche dagli “avversari”.
In un difficile calcolo di rappresentanze e pesi da attribuire ai singoli partiti, c’è un ultriore nodo da sbrogliare. La delega più delicata da assegnare resta quella al bilancio. Il Comune di Potenza al momento non ha un dirigente responsabile del settore e la delega assessorile è nelle mani del sindaco. Con la situazione complessa dal punto di vista normativo in cui si trova Potenza, la scelta potrebbe ricadere su un tecnico, un funzionario esperto magari del Viminale, scollegato dal territorio e con una grande esperienza di bilanci - che per i prossimi anni, tra l’altro, dovranno costantemente superare il vaglio del ministero. Una simile scelta, però, eliminerebbe una casella a disposizione delle trattative tra i partiti. E il risiko da completare si farebbe un po’ più difficile. Se possibile.

s.lorusso@luedi.it

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