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Viadotto sull'A3 Salerno-Reggio, l'Anas inizia i lavori
Partita la rimozione delle macerie dopo il crollo

Calabria

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COSENZA - L'Anas ha dato il via ai lavori di rimozione delle macerie dall'area nei pressi del viadotto Italia crollato lo scorso marzo che ha portato alla morte di un operaio (LEGGI LA NOTIZIA). Come già annunciato dalla stasse azienda che si occupa di gestire la Salerno-Reggio Calabria, a partire da oggi prenderanno il via i lavori di rimozione delle macerie (LEGGI LA NOTIZIA) anche se la procura ha comunque confermato il sequestro della struttura pur autorizzando gli interventi necessari al progressivo ripristino del percorso (LEGGI LA NOTIZIA). 

LEGGI L'ANNUNCIO DEL PRESIDENTE OLIVERIO DI VOLER CHIEDERE UN RISARCIMENTO DANNI ALL'ANAS

I lavori complessivamente dovrebbero durare una decina di giorni e sono propedeutici al successivo intervento di sistemazione che dovrebbe portare, secondo l'Anas, alla riapertura del tratto entro 40 giorni dall'autorizzazione all'inizio dei lavori.

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Nel frattempo, Franco Corbelli ha ricordato come «un mese e mezzo fa avevo rivolto un appello alle Istituzioni, ad iniziare dalla Regione Calabria, ad aiutare la famiglia del giovane operaio romeno, Adrian Miholca, 25 anni, che ha perso la vita lunedì 2 marzo precipitando con la ruspa per il crollo di una campata del viadotto Italia della A3. Non c'è stata purtroppo sino ad oggi alcuna risposta! Nessuna solidarietà e nessun aiuto è arrivato dalla Regione e dalle altre Istituzioni preposte. L’operaio è stato completamente dimenticato». 

Per Corbelli «si continua a parlare e fare riunioni - aggiunge - solo per il viadotto crollato. Il giovane romeno continua ad essere ignorato e il fratello, che lavorava nello stesso cantiere, è tra gli indagati per questa tragedia nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Castrovillari. Chiediamo, con il rispetto che si deve all’operato della magistratura, di voler subito archiviare la posizione del fratello dell’operaio rumeno deceduto e al Presidente della Regione e alle altre istituzioni preposte, di aiutare la famiglia di questo sfortunato lavoratore».

 

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