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Rimborsopoli, Oliverio annuncia la rottura col passato
e respinge gli "avvoltoi": «Nel Pd visione di potere»

Calabria

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CATANZARO - Se qualcuno si aspettava un Mario Oliverio indebolito dall'inchiesta "Erga omnes" sulla gestione dei fondi in Consiglio regionale (LEGGI L'INCHIESTA), si sbagliava di grosso. A due giorni di distanza dall'operazione della Procura di Reggio Calabria che ha stravolto la politica calabrese, il governatore detta tempi e modi, rilancia la propria attività e avvisa gli "amici-nemici" del Partito democratico.

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In una intervista al Tgr Rai Calabria, Oliverio annuncia le prossime mosse, respinge le critiche e lancia un messaggio netto al suo stesso partito. Rispetto alle prossime scelte, il presidente non ha dubbi: «Nella mia giunta ci saranno forze che non hanno avuto nel passato responsabilità politiche e di governo». 

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Dunque, nessun margine per le mediazioni. Infatti, Oliverio ha aggiunto: «Darò vita ad una nuova Giunta regionale subito dopo l’entrata in vigore delle norme che hanno modificato lo statuto, tra domenica e lunedì. Sarà una giunta di profilo alto e di netta discontinuità col passato». 

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Ma Oliverio ha voluto mandare un messaggio chiaro anche ai suoi compagni di viaggio, a partire da Carlo Guccione, unico assessore rimasto in sella per non avere rassegnato il mandato, come invece hanno fatto Antonino De Gaetano e Vincenzo Ciconte: «I gesti sono sempre riconducibili all'autonomia e alla valutazione dei singoli».

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Quindi le stilettate al Partito democratico ed a quanti, dopo appena otto mesi di governo, sembrano essere pronti ad attaccare davanti al marasma scatenato dall'inchiesta reggina. «Nel Pd calabrese - ha affermato Oliverio - ci sono forze che continuano ad avere una visione animata da equilibri di potere e da un posto in giunta».  

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Il presidente Oliverio, che in Calabria fa parte della corrente antagonista al premier Matteo Renzi, ha aggiunto: «All’interno del Pd vedo che ci sono forze che si muovono senza pesare e valutare quello che è il difficile passaggio per la Calabria, non solo per quello che è emerso in questa vicenda giudiziaria, ma anche per la complessità della situazione che non si riesce a percepire. Bisogna chiudere con questa stagione».

Infine, Oliverio ha respinto anche le critiche che gli sono state rivolte. «Non capisco dove stanno le ragioni rispetto alla richiesta delle mie dimissioni. Sono stato eletto appena sei mesi fa con un largo consenso e non sono stato nemmeno lambito da questo ciclone giudiziario». 

«Non capisco, se non per un fatto strumentale e meschino, chi utilizza una vicenda seria strumentalmente, cercando di sollevare polveroni».

Nonostante le polemiche interne al Pd, anche il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini sembra condividere la linea di Oliverio, tentando di lanciare un messaggio di unità. In una dichiarazione, Guerini afferma: «L'inchiesta della magistratura delinea in Calabria una situazione grave. Riponiamo massima fiducia nell'azione dei magistrati affinché venga fatta piena chiarezza su fatti. E' quindi evidente la necessità di giungere in tempi brevi alla formazione di una nuova giunta regionale che sia fortemente ispirata a criteri di forte rinnovamento. Il Pd calabrese - ha concluso il vicesegretario del Pd - deve essere unito in questo passaggio, sostenendo insieme al presidente Oliverio il processo di cambiamento che e' necessario attuare».

A Guerini è seguito il commernto del segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno, che in un twett ha scritto: «In sintonia con quanto detto dal Vicesegretario del #Pd @guerini_lorenzo. Uniti col Presidente #Oliverio x una Giunta di rinnovamento». In una nota, Magorno ha aggiunto: «Condivido pienamente le dichiarazioni di questa mattina del vicesegretario nazionale del Pd, Lorenzo Guerini, posizione comune e concordata già nei giorni scorsi con la segreteria nazionale: è necessario che in Calabria si proceda alla formazione di una nuova Giunta che sia espressione di un radicale e autentico rinnovamento, così com’è indispensabile che il partito calabrese percorra unito, nel sostegno al Presidente Oliverio, questo passaggio particolarmente delicato e decisivo».

 

 

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