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Racket, Masciari: "Lo Stato
protegga chi denuncia"

Basilicata

Pino Masciari, imprenditore calabrese e testimone di giustizia lancia l'ennesimo appello chiedendo maggiore protezione allo Stato

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L'ex imprenditore calabrese Pino Masciari e testimone di giustizia, rilancia il problema della protezione per coloro i quali decidono di testimoniare contro fatti o persone legate alla criminalità, in particolare gli imprenditore vessati da minacce ed estorsioni: «Se lo Stato non invertirà al più presto questa rotta, schierandosi apertamente e incentivando coloro che denunciano, non ne usciremo mai e le persone continueranno a scegliere l’omertà. Dobbiamo, nei fatti prima che nelle parole, dimostrare che un’altra vita è possibile, ma soprattutto che può essere anche conveniente. Questi professionisti sono la parte sana in un paese malato e possono, loro stessi, divenire l’antidoto al veleno della 'ndrangheta. Oltre allo Stato devono muoversi di concerto le Associazioni di categoria e la società civile, bisogna lavorare insieme in modo pragmatico, tangibile». Masciari ha commentato positivamente l’annuncio del governatore calabrese sul sostegno agli imprenditori che denunciano richieste estorsive: «Le parole del Presidente della Regione Calabria Scopelliti – aggiunge Masciari –, appaiono incoraggianti. L’auspicio è che finalmente si riconosca agli imprenditori che hanno denunciato il sacrificio compiuto e si cerchi di restituire una vita vera e soprattutto una dignità concreta fatta di lavoro certo e protetto. Io mi sono trovato isolato, ho affrontato con enorme dispendio morale-fisico-economico il farraginoso apparato burocratico impreparato a supportare e gestire, essendo uno dei primissimi che ha ardito denunciare e fatto condannare esponenti di rilievo della 'ndrangheta, ha dovuto lottare per i propri diritti. Costretto ad abbandonare imprese, dipendenti e ricchezze, – aggiunge – viene da considerare che la 'ndrangheta in un certo qual modo ha accresciuto il proprio potere e le proprie ramificazioni, con l’unica conseguenza che ha prevalso sulle istituzioni e soffocato l’imprenditoria , unica arteria di ossigeno dell’economia calabrese».

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