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Inchiesta Lega, otto avvisi di garanzia della Dda di Reggio

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Il Centro operativo della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, in collaborazione con i centri Dia di Padova, Milano e Genova, e con il personale della Polizia postale e delle comunicazioni dei compartimenti Veneto, Lombardia e Liguria, diretto dalla Dda di Reggio Calabria, ha eseguito 14 perquisizioni e notificato 8 avvisi di garanzia a persone indagate per il reato di concorso in riciclaggio.

L'operazione, nell’ambito della quale risulta indagato anche il tesoriere della Lega Nord, è stata eseguita a Milano, Genova, Padova e nelle provincie di Venezia e Treviso, unitamente ad altre forze di polizia coordinate dalle Procure di Milano e Napoli per indagini in alcuni casi parallele a quella reggina. Le indagini, avviate nel 2011, nei confronti di soggetti considerati vicini a cosche reggine, responsabili, in passato, della commissione di innumerevoli delitti contro la persona ed il patrimonio, tra i quali quelli di riciclaggio e «monetizzazione» di «strumenti finanziari atipici» di illecita provenienza, hanno subito una improvvisa accelerazione allorchè sono stati individuati anomali flussi finanziari relativi a commesse tra società private e pubbliche; costituzione di capitali all’estero finalizzati a «pagamenti in nero»; trasferimento di capitali all’estero (Tanzania e Cipro) per non meglio specificati investimenti.

Gli accertamenti, ancora in corso, ruotano intorno alla figura di un personaggio ritenuto contiguo ad una cosca di 'ndrangheta e mirano ad accertare la natura dei rapporti intrattenuti da quest’ultimo con imprenditori, politici e lobbisti.

GLI INDAGATI. Oltre al tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito, nell’indagine della Dda di Reggio Calabria sono indagati l’avv. Bruno Mafrici, nato a Malito Porto Salvo (Reggio Calabria), ma residente a Milano in via Borgogna, al quale questa mattina sono state perquisite le abitazioni e lo studio professionale in via Durini nel capoluogo lombardo; Romolo Girardelli, procacciatore di grandi affari, detto “l'ammiraglio»; Stefano Bonet, Paolo Scala, Lisa Trevisan, Leopoldo Caminotto e Nadia Arcolin.   Le perquisizioni hanno, tra gli altri, riguardato la Effebi immobiliare, con sede a Genova, di cui Girardelli è risultato socio di Belsito attraverso il figlio Alex Girardelli, e la Polare Scarl, riconducibile a Stefano Bonet, del cui sportello genovese, secondo l’accusa, Romolo Girardelli risulta essere responsabile.   Gli otto sono indagati per riciclaggio e Girardelli con l'aggravante di avere agevolato la cosca dei De Stefano.

 

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