Salta al contenuto principale

Ai nostri giovani diciamo che altrove non è l'isola felice

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 30 secondi

HO letto e riletto la sua “disperazione” di madre nella lettera che ha scritto ieri sul Quotidiano della Calabria e per questo ho deciso di risponderle da mamma a mamma, da donna che ha insegnato e che ha avuto anche la grande gioia, come lei, di poter crescere e vedere crescere una figlia. Davanti alla sua struggente e disperata invocazione ai nostri giovani, studiosi valenti, ma "disoccupati", di lasciare questa nostra terra, le rispondo: no, ragazzi, non andatevene, "altrove" oggi non è "l'Isola felice", che in tanti - venditori di fumo - vi hanno fatto credere (basta leggere le cronache di questi ultimi tempi ... ): oggi il mitico Nord, o meglio ancora la mitica Lombardia, che è la terra che mi ha visto nascere e crescere fin quando il destino mi ha dirottata in Calabria, a Cosenza, dove mi sono formata una famiglia ed ho insegnato. Sì, quelli erano altri tempi, dirà qualcuno! Appunto: oggi, nonostante le tante difficoltà che qui, ma non solo in Calabria, i nostri figli - tutti - incontrano nel trovare lavoro, il messaggio importante che va loro trasmesso è: ragazzi non arrendetevi, avete studiato, mettete a profitto la vostra preparazione. organizzatevi ed, insieme, con noi, vostri genitori over 60 (che, forse, sicuramente siamo stati dei privilegiati nell'aver potuto costruire un futuro che .... dovrebbe essere quello che a voi spetta!) rimanendo in questa nostra terra bella, generosa, ma così tribolata e, forse anche, poco amata, cerchiamo di costruire il vostro futuro, perché altrimenti, dove non rimangono le giovani generazioni in un interscambio di ruoli generazionali non ci sarà futuro nemmeno per noi "anziani-giovani". 

Perciò, cara mamma di Lucia, non si senta sola: la sua disperazione di dolore la trasformi nella forza e nel coraggio, che adesso le tocca di avere, di far crescere la sua nipotina, la bambina della sua Lucia, che (essendo credente chi si è permessa di risponderle - per un'irrefrenabile istinto di umana solidarietà) immaginiamo, come un fiore splendente nel giardino del Signore. E che da lassù, Lucia aiuti lei e la sua famiglia, in questo tragico e doloroso percorso di vita. Noi, le tante donne che abbiamo letto e seguito del gesto estremo di Lucia, ancora siamo incredule, ma anche, emotivamente coinvolte e ci sentiamo responsabili per non averla conosciuta per tempo, per farci perdonare, noi donne "giovanilmente anziane" e, quindi, anche "privilegiate" di non averla incontrata, capita ed aiutata! Ci creda, l'avremmo voluta e potuta aiutare per tempo e questo non ci consola: perciò, per tutto questo, ci permettiamo, e penso di interpretare il pensiero di tante donne con cui ci ritroviamo nell'associazionismo e nel volontariato femminile, di permetterci, se vuole, di poter condividere il suo grande dolore di mamma: noi le siamo tutte vicine in un abbraccio solidale di donne che capiscono il dolore delle donne, come solo le donne riescono a percepire. 

Mamma Gilda 

Una fra le tante mamme
che ricorderanno la sua splendida Lucia per sempre 

 

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?