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Domenica Rugiano ritratta e accusa
parlando di un estraneo in casa

Calabria

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VILLAPIANA - Avrebbe ritrattato, in sede di interrogatorio di garanzia, la confessione resa al pm Maria Grazia Anastasia, Domenica Rugiano, detenuta nel braccio  femminile della Casa circondariale di Castrovillari. Ma dalla procura arriva il chiarimento «per noi non cambia nulla: l’accusa resta quella». Lo dice il procuratore di Castrovillari, Franco Giacomantonio, che aggiunge: «Attendiamo i risultati delle analisi stub e di quelle del sangue trovato sull'arma», ha detto Giacomantonio. «Ma noi – ha detto ancora il procuratore di Castrovillari - andiamo avanti sulla strada intrapresa. Quelle che saranno le strategie difensive non le conosciamo e non ci interessano»

Sulla donna pesa la pesante accusa di duplice omicidio con l'aggravante di averlo compiuto nei confronti di un discendente, ovvero della figlia Rosa e del marito Vincenzo Genovese.  Il grave fatto di sangue risale a venerdì 27 aprile quando, di prima mattina e senza una causa scatenante che inducesse a pensare ad un impeto d'ira, Domenica Rugiano avrebbe imbracciato il fucile da caccia, legalmente detenuto, uccidendo, con due colpi di fucile a testa, il marito Vincenzo Genovese di 67 anni e la figlia Rosa di 26. Compiuta la mattanza, avrebbe tentato di togliersi la vita ma, rimasta solo ferita ad un'anca, si sarebbe stesa sul letto in attesa della morte. Su quel letto sarebbe rimasta per circa 10 ore, fino a quando un passante, cercatore di asparagi, attirato dal guaire continuo del cane, vedendo Vincenzo Genovese a terra e presumendone un malore, ha dato l'allarme. 

La dinamica del duplice omicidio, dopo la confessione resa da Domenica Rugiano, per ben due volte, al sostituto procuratore Maria Grazia Anastasia ed alla presenza del capitano dei carabinieri Pierpaolo Rubbo, veniva peraltro confermata dal procuratore della Repubblica di Castrovillari, Franco Giacomantonio, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Cosenza e durante la quale venne anche spiegato il motivo per cui la donna lasciò l'ospedale di Rossano per entrare in carcere, solo dopo otto giorni dal ricovero in chirurgia e nonostante la confessione di colpevolezza resa nella notte successiva alla tragedia. 

Da indiscrezioni apprese, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, Domenica Rugiano avrebbe smentito la confessione già acquisita dagli inquirenti. Nella Casa circondariale di Castrovillari, ieri mattina alle 10, la donna è stata interrogata dal gip Carmen Ciarcia, alla presenza dei difensori di fiducia, avvocati Francesco Nicoletti, Giuseppe Zumpano e Rossella Verbari. Domenica Rugiano, 54 anni, avrebbe pianto per tutto il tempo dell'interrogatorio al quale avrebbe risposto in modo confuso, riferendo al gip Carmen Ciarcia, di non ricordare di essere stata lei l'autrice del duplice omicidio e ritornando, pare, alla prima versione fornita agli inquirenti, in ospedale, la sera stessa della mattanza, ovvero che in casa sua, quella mattina, ci fosse un'altra persona, autore del duplice omicidio e del suo ferimento. 

Domenica Rugiano, tra le lacrime, avrebbe anche detto che marito e figlio le mancano terribilmente. Uno stato confusionale che, di fatto, la porta a ritrattare quanto già confessato. Un colpo di scena, in attesa dell'esito dell'esame stub, cui è stata sottoposta e della perizia sul fucile sul quale, oltre alle impronte digitali, è stata rilevata anche una macchia di sangue che potrebbe appartenere alla donna, considerata la ferita alla mano che le è stata curata in ospedale. 

 

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