Salta al contenuto principale

E il boss disse di no a massoneria, Lions e Cavalieri di Malta

Calabria

Tempo di lettura: 
1 minuto 23 secondi

REGGIO CALABRIA - «Una società di sbirracchi»: con queste parole il boss Giuseppe Commisso «U mastro» risponde negativamente alla richiesta di Pietro Futia, il cui nome figura nell’elenco degli arrestati dell’operazione «la Falsa Politica», che si informava sulla possibilità di accedere ai Cavalieri di Malta. Arruolandosi ai Cavalieri di Malta, lo ammonisce il Mastro, l’uomo sarebbe stato automaticamente espulso dalla 'ndrangheta. Il dialogo è contenuto nell’ordinanza emessa dal gip.

«... non fare movimenti che... prima di tutto se entri là... – dice Commisso riferendosi all’Ordine di Malta – ... non puoi fare quell'altro lavoro....», mestiere che secondo la DDA è lo 'ndranghetista. Nel prosieguo della conversazione, Commisso aggiunge le proprie convinzioni circa la possibile appartenenza in passato al Sovrano Ordine di Malta anche dell’ex sindaco di Siderno, Alessandro Figliomeni, cosa che, se fosse stata nota, ne avrebbe comportato l’espulsione: «... ma Sandro se sapevamo che era là lo avremo cacciato fuori...». Futia, dopo il primo diniego, indica in alternativa l'iscrizione all’associazione umanitaria «Lions Club International», ricevendo anche in questo caso un diniego: «Queste sono cose che uno non si deve iscrivere in queste cose perchè... non sono buone, per gli uomini non sono buone..». Parimenti, Commisso afferma che anche la massoneria è interdetta agli 'ndranghetisti: «La massoneria è una società brutta... noi siamo più forti di loro, loro possono fare infamità, noi non facciamo infamità... quello che fa parte di queste cose non può fare parte della società».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?