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Ordinanza d'arresto per l'«enfant prodige» del clan
che superò 9 esami in 41 giorni alla Mediterranea

Calabria

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PER lui, ora è arrivata una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, a spezzare una carriera da studente universitario che lo aveva portato sì fuori corso, ma con improvvisi picchi da record. Antonio Pelle, 26 anni, è il giovane capace di superare 9 esami in 41 giorni. E non importa se delle materie che brillantemente si impilavano sul suo libretto universitario, spesso lui non conosceva nemmeno il nome, come dimostrano alcune intercettazioni telefoniche. Il procuratore facente funzioni di Reggio Calabria, Ottavio Sferlazza, lo definisce sarcasticamente «enfant prodige». E ricorda quanto emerso nel corso dell'operazione "Reale 3": la compiacenza di alcuni docenti dell'università, ma anche l'arroganza di alcuni comportamenti, come quando ha forzato più di una volta con la propria autovettura il divieto di parcheggiare nel cortile interno della facoltà o quando, dialogava in maniera minacciosa con quei docenti che si dimostravano corretti nei confronti degli studenti, compresi gli amici di Pelle, che non dimostravano di essere preparati e quindi venivano bocciati.

 

Antonio è iscritto alla facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. E' stato anche rappresentante degli studenti in Consiglio di corso di laurea. Rampollo dell’omonima cosca di San Luca, nipote di Ntoni «Gambazza». Il diploma lo ha conseguito con il minimo dei voti e con due anni di ritardo, ma all'università era riuscito in poco tempo a diventare l’amico di tutti, di docenti e impiegati in particolare, quelli che poi gli avrebbero teso una mano per conseguire la laurea. 

 

Dopo che per la prima volta è stato arrestato, nell'aprile del 2010 una studentessa gli scrisse per rincuorarlo, affermando: «Per noi sei un punto di riferimento». A dimostrazione del ruolo di leader che il rampollo di casa Pelle aveva nell’ambiente universitario c'è anche l’attività svolta nella scorsa primavera in occasione delle elezioni del consiglio di facoltà. Prima del suo arresto Pelle, stando alle indagini del Ros, si era impegnato anche per riuscire a far eleggere dei suoi rappresentanti nel consiglio di facoltà.  Nell’ambito di alcune intercettazioni telefoniche emerge che Pelle stava cercando di individuare dei candidati con un elevato potenziale di voti perchè avevano l’appoggio trasversale da parte di partiti ed esponenti politici locali.

 

Tra le numerose intercettazioni telefoniche fatte dai carabinieri è emerso che Pelle regalava ai docenti dell’università prodotti gastronomici ed anche giocattoli in cambio di favori per gli esami che doveva sostenere lui, alcuni suoi familiari ed i suoi amici. In prossimità delle feste natalizie del 2007 Antonio Pelle contatta un ricercatore della facoltà che frequenta per fargli gli auguri. Dopo uno scambio di alcune battute sulle imminenti festività il ricercatore dice a Pelle: «guarda hai fatto una cosa... infatti dicevo a mia moglie questo dovrei chiamare Antonio per ringraziarlo perchè la bambina... sta giocando da stamattina con sto bambolotto».   E Pelle chiede: «eh...gli è piaciuto?», ed il ricercatore gli risponde «ma gli è piaciuto assai, assai Totò, veramente...ah...Totò sei stato veramente gentile». 

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