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Maxi truffa all'Inps di Cosenza
Il ruolo di Caravetta secondo l'accusa

Calabria

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Si avvelava di «appartenenti alla componente politica e sindacale» che hanno avuto il compito di «controllare, gestire e corrompere gli apparati pubblici e di fornire al sistema credibilità istituzionale» l’organizzazione sgominata dalla Guardia di Finanza di Cosenza nel'ambito dell’inchiesta che ha fatto emergere l’illecita percezione di emolumenti da parte dell’Inps a finti braccianti. Emblematico dell’istituzionalizzazione di tale sistema , secondo gli inquirenti, è quanto successe nell’estate del 2009, all’indomani della decisione delle strutture regionali e locali dell’Inps di sospendere i pagamenti in favore dei soggetti che avevano ottenuto l’attestazione fittizia delle giornate lavorative in agricoltura da cooperative compiacenti. I rappresentanti di alcuni patronati arrvarono a mobilitare, in quell'occasione, i falsi braccianti agricoli minacciando l'allora direttore della sede Inps di Rossano e promuovendo anche violente manifestazioni di protesta nei pressi della stessa sede, nonchè bloccando il tratto della statale 106. Dalle indagini è emersa anche la capacità di canalizzare il sostegno elettorale, in occasione delle votazioni comunali di Corigliano Calabro e provinciali di Cosenza del 2009 a favore Consigliere provinciale Antonio Carmine Caravetta, tratto oggi in arresto. Quest'ultimo oltre che per la Provincia, avrebbe «comprato» voti anche per l’elezione al Consiglio comunale di Corigliano Calabro, poi sciolto per infiltrazioni mafiosi nel giugno del 2011.   Caravetta, secondo l’accusa, gestiva, di fatto, il patronato Epas di Schiavonea di Corigliano che avrebbe avuto un ruolo primario nella truffa che ha visto coinvolti imprenditori agricoli, sindacalisti, consulenti del lavoro, commercialisti, amministratori locali e falsi lavoratori, ognuno dei quali con uno specifico ruolo nel meccanismo di drenaggio delle risorse pubbliche. L’organizzazione procurava a falsi braccianti agricoli che, in realtà, erano praticanti in studi legali, dipendenti del patronato Epas, casalinghe, studenti universitari, indennità di disoccupazione, di malattia e di maternità e la relativa contribuzione figurativa dietro il pagamento di una somma di denaro. Grazie all’elevato numero di persone coinvolte (oltre 4.000), secondo l’accusa, Caravetta, con l’aiuto dell’organizzazione, sarebbe riuscito ad ottenere il sostegno elettorale nelle elezioni per il Consiglio comunale di Corigliano Calabro e per quello della Provincia di Cosenza, venendo eletto in entrambe le competizioni. In cambio, i falsi braccianti avrebbero avuto, sistematicamente, l’accesso abusivo e illegale al sistema di tutela previdenziale.   Le indagini, avviate nel 2009, sono state rese possibili grazie alla collaborazione della direzione dell’ufficio Inps di Rossano.

Nel frattempo, «il dirigente organizzativo nazionale dell’Udc Antonio De Poli, dopo aver verificato la posizione del consigliere provinciale di Cosenza Antonio Carmine Caravetta, che risulta ancora formalmente iscritto all’Udc nonostante da tempo, come riportato da diversi organi di informazione, avesse pubblicamente attaccato la dirigenza locale dichiarandosi fuori dal partito, ne ha disposto l’immediata espulsione». Lo rende noto l’ufficio stampa dell’Udc nazionale in merito all’arresto del consigliere. 

 

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