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Lanucara: «Ho conosciuto Mandalari casualmente»
La dirigente Pd: «Non ho commesso illegittimità»

Calabria

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REGGIO CALABRIA - «Apprendo dal telegiornale locale di oggi che è stata compiuta una retata che ha colpito il clan dominante del quartiere di Reggio Calabria San Giorgio Extra – Modena. Tra gli arrestati vi è certo Carmelo Mandalari che io ho conosciuto per puro caso in quanto abitante nella Diramazione De Domenico di via Pio XI. Ribadisco di non avere idea di chi questo signore fosse». È quanto afferma, in una nota, Antonia La Nucara, capolista Pd alla comunali dello scorso anno, in merito all’operazione condotta stamani dalla squadra mobile reggina contro le cosche Rosmini e Caridi.   

«Io – ha aggiunto – vi abito dal maggio 2010 in una casa che ho ristrutturato la cui proprietaria era mia madre. Sono ritornata nella Diramazione De Domenico dopo circa 50 anni. Preciso a tal proposito che in quella diramazione non vi è più nessuno dei vecchi abitanti. Preciso che i 50 anni della mia storia politica sono documentati ampiamente da ciò che ho fatto e a cui mi sono esposta e continua ad espormi. Ho conosciuto Mandalari in quanto abitante in un palazzo nel contesto della Diramazione De Domenico. Ribadisco che l’ho conosciuto solo casualmente e non ero a conoscenza del fatto che lo stesso fosse indagato in quanto appartenente alla cosca Rosmini. È evidente che nella città di Reggio bisogna guardarsi da ogni vicino di casa. Voglio evidenziare, in modo che possa essere oggetto valutativo, che in occasione delle elezioni io ho avuto in quel quartiere forse una diecina di voti, tra cui il mio, sui 125 totali. Voglio precisare, facendo riferimento a quanto è stato detto nella conferenza stampa di oggi e che mi riguarda che io avrei fermato il Mandalari e mi sarei accostata alla sua macchina chiedendogli se poteva affiggere i miei manifesti elettorali consapevole delle sue appartenenze. Nel chiedergli l'affissione dei manifesti gli riferii tra l’altro che in precedenza mi ero rivolta a persona non proprietaria di macchina, che mi restituì i manifesti e mi riferì che gli era stata impedita l’affissione».   

«L'essere considerata in malafede e stupida – ha concluso Antonia La Nucara – è cosa per me mortificante, non credo di aver commesso alcuna illegittimità, così come sembra,  chiedendo qualche voto possibile senza contropartita alcuna. Per l'affissione al Mandalari io ho dato in 100. I miei manifesti elettorali, per quanto mi riguarda, non li ho visti affissi nella città e men che mai nella via Pio XI».

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