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Azienda con mille dipendenti sotto il controllo dei Bellocco
Sequestrata la "Blue call", attiva nel settore dei call center

Calabria

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REGGIO CALABRIA - La Blue Call, l’azienda che gestiva call center e che sarebbe stata infiltrata dalla cosca della 'ndrangheta dei Bellocco, è stata sequestrata. Lo si legge in una nota firmata dal procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, in relazione al blitz che stamani ha portato in carcere 23 persone. «L'azienda, che fino a poco tempo addietro occupava circa mille dipendenti – si legge nel comunicato – è sottoposta a sequestro per decreto emesso dal tribunale di Milano, sezione Misure di Prevenzione». 

Nel comunicato si legge che nell’ ambito del filone milanese dell’inchiesta sono finite in carcere 12 persone (14 gli arresti in totale). I reati contestati nel filone della Dda milanese sono quelli di intestazione fittizia di beni, estorsione aggravata e procurata inosservanza di pena e sarebbero stati commessi tra il 2011 e il 2012. Tutti i reati sono aggravati dalla finalità di favorire l’associazione mafiosa. «L'indagine – si legge nel comunicato – condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dal Gico della Gdf di Milano, ha consentito di fare luce su alcuni interessi patrimoniali della famiglia Bellocco in Lombardia e sugli appoggi forniti ai latitanti». In particolare, «è emersa l’ infiltrazione della famiglia mafiosa all’interno di un’azienda di call center con sedi operative in Cernusco sul Naviglio (Milano) e Rende (Cosenza)». È stata sequestrata inoltre anche “una sala giochi sita in Cormano (Milano), e gestita dalla famiglia Bellocco». Ecco i nomi delle persone colpite dall’ ordinanza di arresto: Umberto Bellocco, Michelangelo Belcastro, Carin Bergero, Carlo Antonio Longo, Nicholas Montagnese, Rocco Salvatore Montagnese, Hanane Moussaid, Francesco Nocera, Rocco Panetta, Danilo Raso, Raffaele Rullo, Tommasso Veltri.

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