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Strage del treno, dopo la rissa per le salme
Rossano sospende le licenze alle pompe funebri

Calabria

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ROSSANO (CS) - Dopo il video pubblicato dal Quotidiano (GUARDA) che documenta la rissa per contendersi i corpi delle vittime della strage del treno, a Rossano il sindaco ha deciso di revocare le licenze alle imprese di onoranze funebri coinvolte nella vicenda.

Il provvedimento, spiega una nota dell'amministrazione comunale, è stato preso d'intesa con la prefettura, la questura di Cosenza e il comando dei carabinieri. «L’immagine di Rossano è stata infangata a causa di comportamenti che rappresentano quanto di più indegno possa verificarsi in una società civile» afferma il sindaco Giuseppe Antoniotti, aggiungendo che ciò che è accaduto «è senza alcun dubbio una delle pagine più buie» della storia di Rossano: «Non è tollerabile ed accettabile - si legge nella nota - che possa esservi tanto vergognoso disprezzo dei defunti, dei loro corpi, del dolore dei famigliari e della stessa sensibilità e commozione di una comunità profondamente colpita da una tragedia, come quella di sabato scorso, che tocca e non può non toccare indistintamente tutti».

LA VICENDA - Era passato pochissimo da quando, sabato scorso, un treno aveva travolto la vettura sulla quale viaggiavano sei operai rumeni di ritorno da una giornata di lavoro. Il mezzo, che stava attraversando i binari in corrispondenza di un passaggio a livello privato, è stato centrato in pieno ed è andato distrutto. Dilaniati i corpi delle persone a bordo. Sul posto, insieme alle forze dell'ordine e ai soccorsi, sono arrivate anche le pompe funebri. Ed è stato in quel momento che è esplosa una discussione su chi dovesse aggiudicarsi il servizio. Parole grosse, poi calci, persino barelle usate come armi. «Quelli sono tutti miei» gridava uno. «Facciamo uno a testa», la replica. Il tutto sotto gli occhi attoniti di parenti e amici delle vittime.

LO SCONCERTO DELLA CURIA - E se il Comune, indignato, procede con la sospensione delle licenze, la diocesi di Rossano-Cariati interviene con una nota di biasimo, «facendosi portavoce dell’intera comunità cristiana», per «manifestare il più profondo sconcerto di fronte allo scandalo offerto all’opinione pubblica nazionale da parte di alcune agenzie funebri»: «Mentre il volontariato, le associazioni, la Caritas, le Parrocchie e le Istituzioni si adoperano per esprimere la loro solidarietà, inducono a riflettere le scene di sciacallaggio dove l’arroganza e la ricerca del profitto prendono il sopravvento».

Sulla vicenda del servizio funebre, la curia fa sapere di aver inviato da mesi alle agenzie di onoranze funebri un regolamento «prendendo spunto proprio da atteggiamenti deplorevoli ripetutisi nel tempo, ed in contrasto con il senso umano e cristiano».

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