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Dolore in Cattedrale per i 6 rumeni
Il vescovo: «Corpi mercificati»

Calabria

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ROSSANO (Cosenza) - Attimi intensi di commozione e lacrime durante la messa per ricordare le vittime dell’incidente di Rossano, dove il 24 novembre sono morti sei braccianti romeni. La messa è stata celebrata dal vescovo di Rossano, mons. Santo Marcianò. Vi hanno partecipato il decano della comunità ortodossa della Calabria, Joan Manea, ed altri sacerdoti. Nelle scuole c'è stato un minuto di silenzio, mentre oggi a Rossano è stato osservato il lutto cittadino. Decine i connazionalid elle vittime presenti e tutti i sindaci del comprensorio con altre autorità civili e militari. Moltissimi anche i sacerdoti. Il sindaco di Rossano Giuseppe Antoniotti ha letto una lettera dicendo che «Rossano ricorderà per sempre queste vittime innocenti. Mai si dimenticheranno imnagini così raccapriccianti. Rossanno – ha aggiunto – vuole vivere in piena comunione con popolo romeno».
Dure le parole del vescovo: «Come ci hanno mostrato le raccapriccianti immagini il corpo viene usato e mercificato a scopo di piacere o di lucro. Non possiamo tacere – ha poi aggiuunto – se molti fratelli stranieri dormono su spiagge. Soprattutto a Schiavonea. E se dormono vicino alle cucce dei nostri cani. Bisogna non tacere e denunciare. Non sono forse gente del nostro popolo? E non bisogna tacere sulle condizioni del nostro Sud con treni fatiscenti. E mi chiedo se migliori condizioni non avrebbero portato a sorte diversa i nostri fratelli romeni». «Coinvolgiamo la protezione civile per costruire tendopoli – ha sottolineato il vescovo Marcianò - al fine di accogliere migliaia immigrati nei periodi di maggior presenza. Queste persone non sono numeri. Prendiamo sul serio il fenomeno della globalizzazione. Nessuno è troppo piccolo per non essere considerato umano».

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