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San Giovanni in Fiore, intimidazioni infinite
Svaligiata la casa della madre del sindaco

Calabria

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SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Due giorni fa gli avevano incendiato la casa di campagna. Nemmeno il tempo di riprendere fiato e arriva un’altra intimidazione nei confronti del Sindaco di San Giovanni in Fiore, Antonio Barile: svaligiata la casa materna, in via Roma. Un  colpo preciso, organizzato dettagliatamente, per fortuna in assenza della madre del primo cittadino. Tutte le stanze dell’abitazione sono state messe a soqquadro, scassinati i cassetti e gli armadi, il mobilio interamente all’aria.

LA SEQUENZA ALLARMANTE - Le intimidazioni il sindaco sono iniziate poco dopo la sua elezione, nel 2010. Prima le gomme tagliate alla macchina della moglie, poi i bulloni svitati alle ruote e ancora le scritte minatorie contro la sua amministrazione sulle mura vicino al comune alle quali si aggiungono le lettere di minacce e altri gesti contro la moglie. Tant’è che subito dopo la sua seconda elezione del 2011, dopo una breve parentesi di commissariamento, si riunì il consiglio comunale, in seduta straordinaria per esprimere al sindaco tutta la solidarietà del mondo politico verso Barile.

LO SFOGO - Ora dal Comune arriva una nota: «Davanti a questo quadro allarmante – si legge  –  le forze preposte continuano a tacere e a non intervenire. Un silenzio assordante che sconvolge l’intera comunità sangiovannese. Rischiare la vita, perchè a questo punto non si può che immaginare il peggio, adesso, senza che le autorità intervengano, potrebbe non avere più senso. Si è superato ogni limite, andare avanti in queste condizioni non è più possibile. Le indagini non hanno portato risultati. L’impegno da parte delle forze dell’ordine, per come si sta svolgendo, non può dare serenità al sindaco e alla sua famiglia. Ci si aspetta l’intervento, ora più che mai, del Prefetto,  altrimenti due saranno le strade da intraprendere: mollare, oppure, organizzarsi da soli per difendersi e proseguire  l’azione amministrativa, e, in quest’ultimo caso, potremmo essere davvero all’assurdo. Dunque ci si chiede: chi è la mente di questa escalation che sembra non avere fine? Chi è, oppure chi sono coloro che non permettono ad Antonio Barile, un sindaco eletto democraticamente, con il 65% dei consensi, di governare questa città?».

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