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Quando la sorella del sindaco di Roma
chiamò Lampada per offrirgli un contatto

Calabria

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MILANO – Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma, Gianni, avrebbe fatto contattare dalla sua segretaria il presunto boss della 'ndrangheta, Giulio Lampada, per favorire un incontro tra quest’ultimo e un funzionario dei Monopoli di Stato.

Lo ha spiegato il pm della Dda di Milano, Paolo Storari, in uno dei passaggi della requisitoria nel processo con al centro la cosca dei Valle-Lampada e la cosiddetta "zona grigia" della mafia calabrese, che vede tra gli imputati anche il consigliere regionale calabrese Franco Morelli e il giudice Vincenzo Giuseppe Giglio.   Il pm, infatti, parlando di Giulio Lampada come di un «corruttore abituato a monetizzare i problemi e i rapporti con rappresentanti delle istituzioni», ha citato, tra gli altri, anche un episodio riferito da un funzionario dei Monopoli di Stato, sentito come teste nel processo. Il pm ha spiegato che Giulio Lampada, attivo nel settore delle slot machine e dei videopoker, avrebbe ricevuto «una telefonata dalla segretaria della sorella di Alemanno (all’epoca era una dirigente dei Monopoli di Stato, ndr)», volta, in sostanza, a favorire un incontro tra lui e il funzionario.

Secondo il pm, in quell' incontro ci sarebbe stata una «velata ipotesi di proposta corruttiva che non si attuò». Il pm ha anche ricordato una dichiarazione del magistrato Giancarlo Giusti (condannato a 4 anni per corruzione aggravata): aveva messo a verbale che i Lampada «cercavano di ungere a destra e a sinistra con i politici per cercare di entrare in contatto coi Monopoli di Stato».    Nel processo, lo scorso ottobre, era stato ascoltato come teste anche Gianni Alemmano. Giulio Lampada, infatti, in un’intercettazione agli atti "esultava" per essere riuscito a incontrare a Roma nel 2008 l’attuale primo cittadino, all’epoca ministro delle Politiche Agricole. I fratelli Lampada, Giulio e Francesco – aveva però chiarito il sindaco – «non li conosco personalmente e sembrerebbe che me li abbiano presentati in un incontro elettorale a Roma, al Cafè de Paris, dove c'erano 300 persone e che fu organizzato da Morelli».

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