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Una "gola profonda" del soveratese sta svelando
omicidi ed estorsioni a cavallo tra tre province

Calabria

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CATANZARO - C'è almeno una "gola profonda" che sta svelando i retroscena degli omicidi e delle estorsioni che interessano il triangolo tra Soverato, la provinca reggina e quella di Vibo Valentia. Michael Panaja sicuramente, ma anche Antonino Belmonte. Ma non sarebbero gli unici pentiti su cui la Dda di Catanzaro sta puntando per sgominare le cosche al centro della "faida dei boschi". Almeno due anni di morti ammazzati, con una lunga scia di sangue, su cui i carabinieri della Compagnia di Soverato e del Reparto operativo provinciale stanno per fare chiarezza. L'arresto di mandanti ed esecutori dell'omicidio di Cosimo Ierinò sarebbe solo il primo tassello. Anche perché di quel delitto si è anche autoaccusato proprio il pentito Panaja. Bocche cucite tra gli inquirenti, ma le parole del procuratore Lombardo durante la conferenza stampa per gli arresti dell'omicidio, non lasciano dubbi. Il procuratore ha ricordato che sono in piedi le collaborazioni di Antonino Belmonte e Michael Panaja «che ci permettono – ha detto – di contestualizzare i delitti maturati negli ultimi anni, ma anche i dissidi interni alle cosche».
E questa sarebbe solo una parte di una verità più complessa e radicata, che potrebbe permettere a breve di chiarire molti altri delitti e molti altri episodi, maturati sullo sfondo della rottura all'interno della cosca Gallace-Novella. Divisa al punto da essere entrati in guerra aperta e fino a coinvolgere i delicati equilibri con i Ruga di Monasterace e i Vallelonga del vibonese. Ma non solo. La decisione dei Novella di rendersi autonomi fino a dare vita ad un locale di 'ndrangheta in quel di Milano, ha determinato una spaccatura definitiva, sanata a colpi di morti ammazzati in quella che è stata battezzata come la "faida dei boschi" ma dove, in realtà, gli interessi erano molto più alti e redditizi. Estorsioni prima di tutto, ma anche il controllo di attività turistiche e di flussi di denaro legati agli appalti pubblici. Su questo Dda e carabinieri starebbero per aprire i riflettori, assicurando alla giustizia i responsabili e assestando un duro colpo a quelle cosche di 'ndrangheta che da anni tengono sotto assedio il territorio a cavallo di tre province.

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