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Banca Popolare di Milano, l'ombra della 'ndrangheta
dietro ai personaggi che prendevano finanziamenti

Calabria

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SECONDO i magistrati, spuntano rapporti tra la Banca Popolare di Milano e la criminalità organizzata. L'inchiesta condotta dalla procura del campoluogo lombardo, che ha coinvolto personaggi eccellenti,si concentra su una rete di soggetti ritenuti vicini alla 'ndrangheta, tramite i quali transitavano i finanziamenti concessi dall'istituto di credito. Un quadro che fa dire agli inquirenti che all’interno di Bpm c'era, all'epoca della presidenza di Ponzellini, «un vero e proprio comitato d’affari per altro ancora influente (come dimostrerebbe la revoca della querela da parte dell’istituto), che vendeva i contratti di finanziamento più problematici» senza fermarsi «di fronte ad alcuna barriera, sia pure quella di pervenire a finanziare soggetti in rapporti con la criminalità organizzata». Che poi, nel caso specifico, si trattava di criminalità organizzata calabrese.

Nelle carte dell'indagine si legge che «non è accertato il fatto che Ponzellini fosse a conoscenza delle connotazioni di criminalità organizzata gravitanti intorno agli affari di Iorio e Scuteri, ma certamente tra le attività preliminari di una banca in veste di intermediario finanziario vi è quella di contrastare il riciclaggio ed è certo la prima regola da osservare a tal fine quella di evitare l’erogazione di prestiti senza istruttoria o peggio con istruttoria negativa in favore di soggetti di cui non sia accertata la caratura imprenditoriale».

L'INCHIESTA - A finire ai domiciliari, nel nuovo filone d'inchiesta, Onofrio Amoruso Battista: avrebbe ricevuto da alcune società una tangente di due milioni per agevolare la concessione di finanziamenti da parte di Bpm ad alcune società, tra cui BPlus. Tra gli indagati l’ex presidente Ponzellini, l’allora suo braccio destro Antonio Cannalire, l’ex dg Enzo Chiesa, Francesco Corallo della Bplus e anche il consigliere Giorgio Bianchini Scudellari.  

Battista, avvocato ex ed consigliere regionale della Lombardia è accusato di associazione per delinquere finalizzata a una serie di reati – tra cui corruzione e corruzione privata, appropriazione indebita, emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio – e infedeltà patrimoniale. Il legale, per i pm Roberto Pellicano e Mauro Clerici, appare come «destinatario di pagamenti effettuati da Bpm o da soggetti che hanno ricevuto finanziamenti dalla banca in relazione ad affari per i quali non risulta aver svolto alcuna effettiva attività professionale». In sostanza avrebbe incassato da società denaro poi girato a Ponzellini per facilitare l’elargizione di finanziamenti da parte dell’istituto di piazza Meda. E alcuni di questi soldi sarebbero andati a soggetti che avevao rapporti con la 'ndrangheta.

IL "CUGINO" DEI MAMMOLITI - Alcune somme, in particolare, sarebbero andate «a beneficio di uomini politici quali Emilio Santomauro (ex consigliere comunale in quota prima ad An e poi all’Udc, partito lasciato nel 2009, ndr) e Domenico Zambetti». Quest'ultimo è l’ex assessore lombardo in carcere per voto di scambio con la 'ndrangheta. 

Tra le operazioni riportate nel decreto di perquisizione firmato dai pm milanesi ce n'è anche una che vede protagonista Rosario Scuteri, anch’egli indagato, titolare del Gruppo Scuteri e di Ippo 2009 srl. Finanziamento concesso per un’operazione immobiliare da 30 milioni, avvenuto grazie «all’intervento decisivo» dell’ex presidente, proprio a Rosario Scuteri, imprenditore che «viene presentato in banca - si legge nelle carte – da Alfredo Iorio, il quale è stato sottoposto a misura cautelare nel procedimento denominato 'Parco sud’».

Con “Parco Sud” la Dda milanese aveva concentrato l'attenzione sugli interessi nel settore immobiliare da parte del clan calabrese dei Barbaro-Papalia: era emerso il forte potere intimidatorio dell'organizzazione criminale di Platì sul territorio dei comuni di Buccinasco e Assago, organizzazione che ha potuto "contare sulla conseguente condizione di assoggettamento e di omertà dei cittadini stabilendo i prezzi di mercato dell'immobiliare”. Tra i reati contestati alla cosca anche la turbativa d'asta che riguarda la vendita giudiziaria di un terreno a Buccinasco accanto a un palazzo in costruzione per conto dell'immobiliare “Buccinasco srl” di proprietà di Alfredo Iorio e Andrea Madaffari

E proprio nell'ambito di quell'inchiesta Scuteri aveva spiegato al pm «di essere stato presentato a Bpm da Iorio e di avere con lui e con Andrea Madaffari rapporti riguardanti affari immobiliari».   L’imprenditore, ora indagato per corruzione privata, aveva «inoltre riferito di essere cugino di terzo-quarto grado con la famiglia Mammoliti (clan di malavita calabrese), di essere cognato di un certo Domenico Lipari, ucciso a colpi di pistola nel 2007» e non aveva negato «di aver dovuto risolvere una questione nei rapporti con la criminalità organizzata ricorrendo a soggetti in grado di dialogare con questa».  

Redazione web

 

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