Salta al contenuto principale

Nel mirino il tesoro dei fratelli Tarricone
Sigilli a beni per 30 milioni

Basilicata

Tempo di lettura: 
6 minuti 22 secondi

 

Gli svizzeri di Balvano 
Nel mirino il tesoro dei fratelli TarriconeNon solo gioielli, orologi e auto di lusso
Sigilli  a beniper 30 milioni
Scovati 50mila euro in contanti in una cassaforteSequestrati anche immobili a Roma e Milano
di LEO AMATO
POTENZA - Uno aveva in cassaforte 50mila euro in contanti, giusto quanto gli poteva servire per le spese di tutti giorni. E poi gioielli, oro e pietre preziose, orologi da decine di migliaia di euro, case, titoli e depositi bancari. «Eravamo incerti se sequestrare anche i mobili - ha spiegato un investigatore - ma non siamo periti del settore così abbiamo lasciato perdere».
Alla fine è di circa 31 milioni di euro il tesoro dei fratelli Tarricone su cui le fiamme gialle di Potenza sono riuscite a mettere le mani nelle prime 48 ore dell’operazione Elv-etica, su una presunta maxifrode ai danni dell’erario e di alcuni creditori delle loro società. Per arrivare ai 40 e rotti che una stima al ribasso ha individuato come il “bottino” dei reati contestati ne mancano ancora 9, ma la soddisfazione degli investigatori c’è già se si pensa in termini assoluti. «Sembrava di assistere al Telethon». Ha spiegato ai giornalisti il tenente colonnello Antonio Vernillo. «Abbiamo notificato alle sedi centrali di tutti gli istituti di credito presenti a Roma come a Milano l’ordinanza del gip di sequestro dei beni degli indagati. Quindi man mano che passavano le ore sono cominciate ad arrivare le telefonate, e abbiamo iniziato a sommare le cifre che via via ci venivano indicate una volta messe in sicurezza».
Con gli immobili è stato più semplice dato che la loro entità era già ampiamente conosciuta: case, ville e terreni ovviamente a Muro Lucano, dove tutti e 5 i fratelli Tarricone risultano residenti, ma anche a Milano e a Roma. Alcune in edifici di pregio come quella di via Cola di Rienzo a due passi da San Pietro, dove ha sede persino l’ambasciata colombiana in Vaticano, o a Milano in via Beatrice d’este lungo il percorso delle vecchie mura spagnole, a due passi due dall’Università Bocconi. Poi restando nel capoluogo lombardo c’è un altro appartamento poco distante un po’ più spartano, se ci si muove verso il centro, e un altro ancora in via Aselli, sempre all’interno della circonvallazione esterna ma verso est. Mentre tornando nella capitale l’ ultimo appartamento si trova a metà strada la Santa sede e villa Doria Pamphili.    
Quindi le auto: una Ferrari in leasing, una Maserati e una Bentley, e tanto altro. Tutto assicurato nell’ottica di un giudizio che potrebbe portare alla confisca e la restituzione del maltolto ai legittimi proprietari, quindi in buona parte le casse dell’erario. 
Ad ogni buon conto il calcolo comunicato resta ancora parziale perché potrebbero arrivare altre risposte alle sollecitazioni inviate agli istituti di credito. D’altra parte anche sul fronte dell’accertamento delle responsabilità per l’accaduto le attività proseguono e l’elenco degli indagati andrebbe aggiornato con l’inserimento di un commercialista di Muro Lucano, Angelo Strammiello, molto vicino - e non solo idealmente - al leader delle imprese Tarricone, il sedondogenito Vito. Strammiello abita infatti poco distante da lui e giovedì mattina ha ricevuto una visita delle fiamme gialle che gli hanno perquisito studio e abitazione. Per raccogliere tutte le carte e i supporti informatici considerati d’interesse è occorsa una giornata intera ma alla fine il risultato è stato considerato interessante. Strammiello è infatti il liquidatore di diverse società del gruppo Tarricone-Birra Morena-Drive Beer, seguendo l’assecondarsi delle società capogruppo. Inoltre avrebbe curato personalmente il maxi-affare Totosì-Lottomatica su cui sembra concentrarsi l’attenzione di molti. 
xz«xz«xjfdkljlgjfdkljgdkjk
Indagato ancheil commercialistaStrammiello

POTENZA - Uno aveva in cassaforte 50mila euro in contanti, giusto quanto gli poteva servire per le spese di tutti giorni. E poi gioielli, oro e pietre preziose, orologi da decine di migliaia di euro, case, titoli e depositi bancari. «Eravamo incerti se sequestrare anche i mobili - ha spiegato un investigatore - ma non siamo periti del settore così abbiamo lasciato perdere».Alla fine è di circa 31 milioni di euro il tesoro dei fratelli Tarricone su cui le fiamme gialle di Potenza sono riuscite a mettere le mani nelle prime 48 ore dell’operazione Elv-etica, su una presunta maxifrode ai danni dell’erario e di alcuni creditori delle loro società. Per arrivare ai 40 e rotti che una stima al ribasso ha individuato come il “bottino” dei reati contestati ne mancano ancora 9, ma la soddisfazione degli investigatori c’è già se si pensa in termini assoluti. «Sembrava di assistere al Telethon». Ha spiegato ai giornalisti il tenente colonnello Antonio Vernillo. «Abbiamo notificato alle sedi centrali di tutti gli istituti di credito presenti a Roma come a Milano l’ordinanza del gip di sequestro dei beni degli indagati. Quindi man mano che passavano le ore sono cominciate ad arrivare le telefonate, e abbiamo iniziato a sommare le cifre che via via ci venivano indicate una volta messe in sicurezza».Con gli immobili è stato più semplice dato che la loro entità era già ampiamente conosciuta: case, ville e terreni ovviamente a Muro Lucano, dove tutti e 5 i fratelli Tarricone risultano residenti, ma anche a Milano e a Roma. Alcune in edifici di pregio come quella di via Cola di Rienzo a due passi da San Pietro, dove ha sede persino l’ambasciata colombiana in Vaticano, o a Milano in via Beatrice d’este lungo il percorso delle vecchie mura spagnole, a due passi due dall’Università Bocconi. Poi restando nel capoluogo lombardo c’è un altro appartamento poco distante un po’ più spartano, se ci si muove verso il centro, e un altro ancora in via Aselli, sempre all’interno della circonvallazione esterna ma verso est. Mentre tornando nella capitale l’ ultimo appartamento si trova a metà strada la Santa sede e villa Doria Pamphili.    Quindi le auto: una Ferrari in leasing, una Maserati e una Bentley, e tanto altro. Tutto assicurato nell’ottica di un giudizio che potrebbe portare alla confisca e la restituzione del maltolto ai legittimi proprietari, quindi in buona parte le casse dell’erario. Ad ogni buon conto il calcolo comunicato resta ancora parziale perché potrebbero arrivare altre risposte alle sollecitazioni inviate agli istituti di credito. D’altra parte anche sul fronte dell’accertamento delle responsabilità per l’accaduto le attività proseguono e l’elenco degli indagati andrebbe aggiornato con l’inserimento di un commercialista di Muro Lucano, Angelo Strammiello, molto vicino - e non solo idealmente - al leader delle imprese Tarricone, il sedondogenito Vito. Strammiello abita infatti poco distante da lui e giovedì mattina ha ricevuto una visita delle fiamme gialle che gli hanno perquisito studio e abitazione. Per raccogliere tutte le carte e i supporti informatici considerati d’interesse è occorsa una giornata intera ma alla fine il risultato è stato considerato interessante. Strammiello è infatti il liquidatore di diverse società del gruppo Tarricone-Birra Morena-Drive Beer, seguendo l’assecondarsi delle società capogruppo. Inoltre avrebbe curato personalmente il maxi-affare Totosì-Lottomatica su cui sembra concentrarsi l’attenzione di molti.

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?