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Boss clan Pesce rinviato a giudizio
per riduzione in schiavitù della moglie

Calabria

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REGGIO CALABRIA – Francesco Pesce, di 29 anni, figlio del boss Salvatore e ritenuto a sua volta uno degli elementi di spicco dell’omonima cosca di Rosarno, è stato rinviato a giudizio dal gup di Reggio Calabria, Alberto Indellicati, con l’accusa di riduzione in schiavitù dell’ex moglie. Il processo è stato fissato per il 24 giugno davanti ai giudici della Corte d’assise di Palmi. Era stata la donna stessa, deponendo nel corso del processo All Inside contro i presunti capi e gregari della cosca, a riferire che il marito, quando erano sposati, la maltrattava e la chiudeva a chiave in casa. Un racconto confermato anche dalle collaboratrici di giustizia Giuseppina Pesce, sorella di Francesco, e Rosa Ferraro. E proprio le dichiarazioni delle due donne sono state acquisite agli atti su richiesta del pm della Dda di Reggio Calabria, Alessandra Cerreti. 

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