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Vibo, commissione di accesso anche a Ricadi
Sotto esame gli atti dell'amministrazione comunale

Calabria

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VIBO VALENTIA – Il Prefetto di Vibo Valentia, Michele di Bari, al fine di verificare l'eventuale sussistenza di forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata nei confronti del Comune Ricadi, o di collegamenti diretti o indiretti con essa, ha nominato una commissione di indagine con poteri di accesso agli atti amministrativi dell'ente. Ne fanno parte, secondo quanto reso noto dallo stesso ufficio territoriale del governo, Maria Stefania Caracciolo, Vice Prefetto Vicario della Prefettura di Vibo Valentia; Angelo Foti, primo dirigente della Polizia di Stato in servizio nella Questura di Vibo Valentia; S. Tenente Oscar Samuele Olivieri, Ufficiale del comando provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia. Il municipio di Ricadi attualmente è guidato da una giunta civica che vede in Pino Giuliano, noto imprenditore turistico della Costa degli Dei, il sindaco.

Il comune di Ricadi, secondo fonti ufficiose, già da tempo era attenzionato dalla prefettura di Vibo Valentia, al fine di verificare l'eventualità di possibili influenze della criminalità organizzata nell'attività amministrativa, ma a far decisamente accendere i riflettori sul territorio costiero che ha in Capo di Vaticano la sua punta di diamante sono state le risultanze delle operazioni condotte dalla Dda di Catanzaro, e coordinate dai pm Marisa Manzini, Giuseppe Borrelli, Simona Rossi e Pierpaolo Bruni, che nel corso degli ultimi mesi sono state messe in atto contro il clan Mancuso di Limbadi. Si tratta, in particolare delle operazioni Black Money, Overseas e Purgatorio che hanno portato alla luce gli interessi della cosca non solo nell'attuazione dei crimini tradizionali quali usure, estorsioni e danneggiamenti ma anche nella gestione dei contatti con il mondo politico, economico e imprenditoriale del territorio vibonese.

Inoltre, nell'ambito di queste inchieste sono state effettuate nuove e ulteriori indagini della Guardia Finanza, denominate "Insider dealing" 1 e 2 secondo le quali il Gico di Trieste e la compagnia di Vibo avrebbero individuato dati e informazioni tali da far emergere, sempre secondo gli inquirenti, come sin dal 2003 le varie amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida del comune costiero sarebbero state condizionate, o si sarebbero trovate nello condizioni potenziali di essere condizionate, dall'influenza diretta o indiretta del clan Mancuso con riferimento specifico al gruppo facente capo a Cosma Michele e Pantaleone Mancuso detto Luni.

Non da ultimo appare importante ricordare come tra gli arrestati nelle operazioni condotte in questi ultimi mesi figuri anche Giovanni Paparatto dipendente del Comune di Ricadi. 

Solo pochi giorni fa, infine, una commissione di accesso agli atti amministrativi era stata inviata dal prefetto Michele Di Bari al comune di Joppolo.

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