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Giornalisti liberati in Siria, Calabria in festa
La madre: «Si è scusato per la preoccupazione»

Calabria

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La notizia della liberazione dei quattro ostaggi italiani in Siriaè stata tempestivamente comunicata ai familiari e dopo qualche minuto gli stessi giornalisti hanno potuto contattare i loro congiunti. «Mi ha chiesto scusa per la preoccupazione di tutti questi giorni. Questo è mio figlio Amedeo». Così Rachele Ferrara, 82 anni, la mamma di Amedeo Ricucci, nella sua casa di Cetraro.Con la signora Rachele Ferrara la zia di Amedeo, Berenice Ferrara, e la sorella del giornalista, Rossella, insieme al marito Luigi Mari, che è presidente del Consiglio comunale di Cetraro. «Che volete che vi dica – prosegue la signora Ferrara – era stato appena liberato e al telefono ha chiesto scusa a me, che non so come esprimere la mia felicità e la mia contentezza».  Assai felice anche la sorella Rossella. «Sono molto attaccata – dice – a mio fratello, che viene spessissimo a Cetraro e insieme andiamo al mare». Luigi Mari ci tiene invece a ringraziare la Farnesina e il ruolo che ha svolto l’unità di crisi. «Ce lo aspettavamo - commenta – perchè sappiamo il ruolo che ha svolto il Ministero degli Esteri in tutta questa vicenda». «Abbiamo confidato molto nel lavoro svolto dal Ministero degli Esteri, che ci ha tenuto sempre aggiornati sull'esito delle trattative - ha aggiunto ancora la sorella, - siamo contentissimi che la storia si sia risolta in breve tempo».

Infine, il sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, ha espresso la propria gioia e quella della città che «attende il rientro di Amedeo per esultare con lui. Siamo soddisfatti – ha aggiunto – come cittadini italiani dell’impegno profuso dalla Farnesina nel portare a casa i nostri connazionali». 

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