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Nuova intimidazione al sindaco di San Giovanni in Fiore
«Andrò avanti fin quando mi permetteranno di farlo»

Calabria

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COSENZA - Ancora minacce al Sindaco di San Giovanni in Fiore, Antonio Barile. L’ennesima lettera minatoria è pervenuta, presso il Municipio di San Giovanni in Fiore, il 10 maggio 2013. A darne notizia oggi è un comunicato dell’amministrazione municipale. «L'ondata – si legge - non si ferma, breve è stata la tregua. Un’escalation senza sosta. La denuncia è stata fatta, presso la caserma dei carabinieri, l'11 Maggio 2013. La situazione è diventata insostenibile sia dal punto di vista personale che della democrazia. Gesti insensati che richiamano l’attenzione su quanto sia ancora alta la tensione». «Sono disgustato – afferma Barile – da quanto oramai, sin dal mio insediamento, mi succede. Gestire il Comune di San Giovanni in Fiore, forse nel momento più delicato della sua storia, dedicare tutto me stesso, nel tentativo di uscire da questa situazione di stallo e pensare che, contemporaneamente, ci sia qualcuno che in modo sistematico, cerca di sfiancarmi, con l’obiettivo, probabilmente, di bloccare questa mia azione, è difficile da tollerare. Minacce di morte - continua il Primo Cittadino - veri e propri attentati, non è certo entusiasmante viverli insieme ad un impegno costante e faticoso. Forse il poco di incoscienza e l’amore che ho per questo paese, mi spingono a sottovalutare questi tristi episodi, che diversamente, potrebbero portarmi ad altre decisioni, soprattutto perchè ad essere coinvolta è anche la mia famiglia. Continuerò – conclude il Sindaco - il mio impegno verso la comunità fino a quando mi permetteranno di farlo, nella speranza che gli organi competenti riescano a fare chiarezza su questa vergognosa vicenda».

Le intimidazioni il sindaco sono iniziate poco dopo la sua elezione, nel 2010. Prima le gomme tagliate alla macchina della moglie, poi i bulloni svitati alle ruote e ancora le scritte minatorie contro la sua amministrazione sulle mura vicino al comune alle quali si aggiungono le lettere di minacce e altri gesti contro la moglie, fino a coinvolgere persino la madre dell'amministratore, la cui casa è stata svaligiata. Una situazione allarmante, al punto che subito dopo la sua seconda elezione del 2011, dopo una breve parentesi di commissariamento, si riunì il consiglio comunale, in seduta straordinaria per esprimere al sindaco tutta la solidarietà del mondo politico.

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