Salta al contenuto principale

Il clan Tripodi guardava ai soldi del post-terremoto
Nelle carte l'attenzione agli appalti de L'Aquila

Calabria

Tempo di lettura: 
0 minuti 56 secondi

VIBO VALENTIA - Il presunto boss della cosca Tripodi di Vibo Marina, Nicola Tripodi, si sarebbe occupato «personalmente della gestione dell'affaire post-terremoto». E' quanto si legge in un'informativa dell'Arma dei carabinieri acquisita agli atti dell'inchiesta "Libra", istruita dal pm antimafia Pierpaolo Bruni in collaborazione con i colleghi della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Il boss, secondo quanto si apprende dal carteggio, si sarebbe recato personalmente negli uffici della Edil Sud srl, l'azienda di famiglia romana amministrata da Francesco Comerci, indicato come la presunta interfaccia della cosca col mondo della politica, dell'economia e dell'impresa, premurandosi di trasferire i carteggi relativi ai lavori di ricostruzione dell'Abruzzo dei quali «la consorteria mafiosa - si legge nel documento dell'Arma - era riuscita ad essere destinataria». Il presunto boss intendeva trasferire il carteggio a Mario Festa, ovvero il presunto faccendiere romano, già implicato nell'inchiesta sul traffico di false lauree scoperto dalla Procura di Vibo Valentia, che avrebbe a sua volta aperto il canale che ha condotto la Edil Sud a Palazzo Marini, sede di alcuni uffici della Camera dei deputati, dove si sarebbe discusso di affari con Giulio Violati.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?