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Ordinanza anti movida
Sì alla musica, giù i decibel

Basilicata

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POTENZA - Non può finire con la solita logica del tutto a posto lucano il dibattito che si è aperto sull’ordinanza anti movida nel centro storico firmata dal sindaco Santarsiero. Al di là di quello che sostiene il primo cittadino che ieri  - all’indomani dell’incontro tenuto lunedì sera con alcuni esercenti e le associazioni di categoria - con un comunicato stampa ha fatto sapere che ora sono «tutti d’accordo», che della vicenda si è  fatta «una tempesta in un bicchier d’acqua». In verità già lunedì sera, il sindaco si affrettava a twittare: “Nessuna contestazione, ma condivisione, solo vuote strumentalizzazioni”. E a fine giornata direttamente dal noto locale di via Pretoria “da 0971 ad ascoltare musica e ribadire che «siamo con i locali del centro e i giovani che li frequentano”.

Insomma, «tutto risolto». L’equivoco starebbe nel fatto che qualcuno inizialmente aveva capito che l’ordinanza vietasse la musica all’interno dei locali a partire dalla mezzanotte nel periodo estivo. La musica è sì vietata ma all’esterno di essi. Questo, nell’immediato, è bastato a qualcuno per ritenere che la questione fosse risolta. A nostro avviso non è così. E in verità non solo per noi. Molti esercenti, comprensibilmente, restano contrari. Il comitato “Potenza delle idee” conferma la manifestazione di domani pomeriggio contro la misura adottata dall’amministrazione comunale.

Il problema rimane tutto. L’ordinanza rimane ingiustificatamente restrittiva. Fermare la musica a partire da mezzanotte nell’unico periodo dell’anno in cui la gente si ferma piacevolemente ai tavoli esterni di un bar, un ristorante, un pub o una pizzeria non ha alcun senso. Significa decretare ufficialmente la morte del centro storico potentino. Immaginate un concerto di piano all’esterno di un locale così come qualche esercente fa nei due soli mesi di caldo potentino. O ancora una pizzeria che trasmette musica dalle casse esterne. Che male può fare questo alla tranquillità dei residenti che dovrebbero essere ben consapevoli di non aver scelto  un quartiere dormitorio, con tutti i vantaggi ma anche gli svantaggi legati al vivere nel centro storico? Il sindaco replica che l’ordinanza ha altri precedenti in altre città d’Italia  e che anzi quella del Comune di Potenza è anche più tollerante.

E’ vero che provvedimenti di questo tipo sono stati assunti anche in altre città. Ma questo non si può tradurre in una sorta di “me l’ha ordinato il medico”. E non è un’eresia sostenere che anche atti di questo tipo andrebbero calati in una sorta di progettualità che per il centro storico di Potenza non esiste. Prendiamo la Ztl, a esempio. L’unico modo per giustificare l’assurda previsione di chiudere le vie del centro negli orari notturni sarebbe l’aver immaginato per il cuore della città un polo attrattivo di sera per stimolare le attività degli esercenti, fare qualcosa di molto gradito alla città e magari provare a trascinare anche qualche negoziante brontolone a sperimentare  un’organizzazione diversa degli orari di apertura. E invece nel piccolo centro di Potenza non ci devono essere macchine  ma nemmeno musica e magari (come forse vorrebbe qualcuno) nemmeno persone, perché il vocio può infastidire. E’ vero, via Pretoria non è neanche lontanamente Trastevere, ma nemmeno Largo Campo di Salerno. Ma questo non dovrebbe impedire di provare a volare un po’ più alto. Anzi, dovrebbe essere esattamente il contrario. Potenza non dovrebbe fare come fanno le altre città ma provare a fare qualcosa in più, visti i noti limiti che non c’è bisogno di ricordare. Se il centro è morto - come sostengono i più - da qualche parte pur si dovrebbe cominciare per tentare di rilanciarlo. Per tornare alla contestata delibera anti movida qualcuno obietta che il problema come sempre sta negli abusi. Musica, anche quella che alcuni considerano rumore e non melodia, a tutto volume fino a tarda notte.

Ma si tratta di una questione diversa   che evidentemente potrebbe essere risolta in un’altra maniera. E allora la nostra proposta che lanciamo dalle colonne del Quotidiano: al posto di un’ordinanza che impone di spegnere la musica all’esterno da mezzanotte in  poi, un provvedimento che regolamenti i decibel. Da una certa ora  in poi  musica sì ma che non vada oltre un certa soglia, a un volume accettabile per evitare che si trasformi in frastuono e conciliare le legittime richieste di tutti, quelle dei residenti e quelle dei fruitori del centro. Sarebbe bello se  il sindaco Santarsiero si decidesse a ritirare l’ordinanza e iniziasse un confronto, questa volta preventivo, con le varie parti interessate anche su una possibilità di questo tipo. Regole accettabili, da osservare e far rispettare. Non regole severe e restrittive, su cui chiudere un occhio con “buon senso” (sempre soggettivo), come pure qualcuno sta proponendo in queste ore. E da qui lo spunto anche a una riflessione conclusiva o meglio un auspicio: che l’amministrazione comunale mettesse a punto una programmazione fatta di provvedimenti “buoni” per la città nel suo complesso, assunti e portati avanti con condivisione ma anche con determinazione, senza finire ostaggio ora dei commercianti, ora dei residenti o comunque di singoli gruppi di interessi.

Mariateresa Labanca

m.labanca@luedi.it

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